Il Tirreno

Carrara, l’anomalia della via dei marmi: pubblica ma solo per pochi

di Claudio Figaia
Carrara, l’anomalia della via dei marmi: pubblica ma solo per pochi

In base a un accordo con Regione e Ue è riservata ai camion fino al 2017 Il sindaco Zubbani: aprirla alle auto il sabato e la domenica? Una buona idea

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CARRARA. La strada dei marmi è un’opera pubblica, una delle più importanti e costose opere pubbliche del territorio. Però, non è per tutti: la usano solo “loro”: i camion che trasportano marmo per conto delle imprese del lapideo. I camionisti la conoscono come le loro tasche, la maggior parte dei carraresi non sa neanche come è fatta. Permette di andare dall’Aurelia alle cave in 5-6 minuti di comodo percorso, quando sulla viabilità “normale” occorre almeno il triplo del tempo. Eppure nessuno (tranne i camionisti, appunto), può farlo, Neanche di sabato e domenica, quando le cave sono chiuse e il traffico del marmo è fermo.

Ma perchè, la strada dei marmi è vietata al traffico urbano? Intanto, c’è da dire che l’«anomalia» è a tempo: durerà fino al 2017, cioè fino al compimento dei 5 anni di attività della infrastruttura. Poi, se ne potrà riparlare.

Sull’origine del divieto è il sindaco Angelo Zubbani che prova a spiegare: «Si tratta di un vincolo istituito durante la fase di progettazione e di reperimento dei finanziamenti. Una parte di contributi stanziati dall’Unione europea tramite la Regione potevano essere erogato soltanto a patto che la strada avesse le caratteristiche di un’opera specialistica, cioè di una strada appartenente a un distretto industriale e quindi funzionale solo a quell’attività, a quel contesto. E così, per evitare di perdere quei finanziamenti, mi pare di si trattasse di una somma di 10-15 milioni ( somma consistente, certo, ma non decisiva se si tiene conto che l’opera è costata oltre 150 milioni di euro), si decise di riservare la circolazione ai soli mezzi di trasporto di materiali di cava». Un clausola a con un termine, si diceva, che dovrebbe durare fino al 2017.

Intanto, i 5 chilometri (e poco più) di gallerie e viadotti che bucano le colline a ridosso del Candia, restano off limits per i comuni mortali. Soltanto nel pomeriggio del 21 aprile 2012, giorno dell’inaugurazione dell’opera, i cittadini poterono transitare lungo l’arteria. Qualche giorno prima, ci furono alcune visite guidate, che ottennero un certo successo. Da, allora, nessuna auto si è più avventurata lungo la strada dei marmi, se non di recente, il primo marzo scorso, quando, in occasione delle operazioni per rimuovere l’ordigno della Seconda guerra mondiale ritrovato vicino alla ferrovia ad Avenza, la strada fu aperta al traffico veicolare. Un provvedimento adottato per ragioni di sicurezza e per snellire il traffico di quella mattina.

Il divieto di transito alle auto, tuttavia, potrebbe avere vita breve. Il sindaco Zubbani si dichiara favorevole a un uso “civile” della strada nei weekend e negli orari in cui i mezzi pesanti sono fermi. «Nei prossimi giorni – annuncia – l’amministrazione civica avvierà a una verifica di tipo formale presso Regione Toscana e Unione europea per capire la sussistenza dei vincoli che fanno dell’opera un percorso specialistico e, dunque, riservato al trasporto dei marmi, e sulla possibilità di derogare almeno parzialmente dal divieto.

Su un futuro utilizzo “promiscuo” ovvero aperto a tutti i veicoli della strada dei mamro in ogni orario, il primo cittadino è più cauto. «Vedremo, intanto vediamo se si può estenderne l’utilizzo nei giorni festivi», dice. Consapevole che fare della “direttissima” Aurelia-cave una strada non solo per il marmo qualche problema di sicurezza, oltre che qualche polemica, li creeerà.

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