Il dolore
Incubo prescrizioni per i processi dei big Ferri fa il pompiere
MASSA. La spada di Damocle della prescrizione pende su diversi i procedimenti importanti, sia per il reato sia per i personaggi che siedono sul banco degli imputati, impigliati ancora nelle udienze...
MASSA. La spada di Damocle della prescrizione pende su diversi i procedimenti importanti, sia per il reato sia per i personaggi che siedono sul banco degli imputati, impigliati ancora nelle udienze di primo grado oppure in attesa di essere istruiti dalla corte di Appello di Genova. Uno che certamente non arriverà a sentenza è quello sui telefonini, imputati quattro ex assessori del Comune di Massa della giunta Neri. L’accusa del sostituto procuratore Rossella Soffio è di peculato per l’uso non istituzionale che i membri della giunta facevano dei telefonini “aziendali” messi a disposizione dall’amministrazione pubblica. La sentenza per Marco Andreani, Sabino Antonioli, Maurizio Morelli e Dina Dell'Ertole non arriverà mai peché il reato si prescrive tra pochi mesi. Anche a causa di parecchi rinvii delle udienze per i più svariati motivi: troppi processi nella stessa giornata e non ultimo anche il cambiamento del collegio in corsa.
Un altro procedimento che non arriverà a conclusione sarà quello delle protesi acustiche: il reato contestato è truffa all’Asl. Imputato un medico otorino: Nicola Bocci. L’udienza l’hanno rinviata diverse volte, prima perché c’erano altri processi da seguire, poi perché il nulla di fatto è stato imposto dal cambiamento del collegio che doveva giudicare la compravendita di protesi acustiche. Nell’ultima seduta dopo aver sentito alcuni testi i giudici hanno rinviato a maggio 2015. Quando il reato si sarà prescritto.
Ma non esiste un caso Massa, come ha spiegato tempo fa il sottosegretario alla giustizia Cosimo Maria Ferri: «A Massa il numero delle prescrizioni è sicuramente assai inferiore che in altri tribunali italiani. La lentezza dei processi è principalmente causata dalle leggi. I processi sono lenti perché vi sono procedure che li rendono lenti. Se vogliamo - come è giusto - un sistema con delle garanzie, dobbiamo accettare che esse abbiano anche un costo in termini di adempimenti processuali e quindi di durata dei procedimenti. Un costo che, nel sistema italiano, è più elevato perché, accanto a garanzie effettive, ve ne sono altre, solo formali, che contribuiscono ad appesantire la macchina giudiziaria. E' su queste ultime che bisogna agire».
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