Sicurezza
Alessandro Giorgi: Ora basta, sego la mia opera
Marina di Massa, l’installazione “Il Giocoliere volante” danneggiata dai vandali, il Comune non la ripara, l’autore minaccia un gesto estremo
MASSA. «E io prendo una motosega, chiamo il Gabibbo, faccio a pezzi la mia opera e me la porto a casa». Alessandro Giorgi, 76 anni, architetto e scultore-designer, si dice pronto a una provocazione estrema. Se il suo “Giocoliere volante” non sarà ripristinato dai danneggiamenti dei vandali, minaccia l’autore, scatterà l’autodistruzione.
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Nel 2010, Giorgi aveva donato alla città una installazione intitolata, appunto, “Il Giocoliere volante”, una struttura in tubi di acciaio e palle colorate in vetroresina e plastica che è da allora collocata nell’area verde vicino al pontile di Marina di Massa. Opera che ha fatto parecchio discutere, che ha diviso la città, fra chi la considerava un obbrobrio e chi ne sottolineava i pregi artistici e di impatto visivo. Opera che ha suscitato anche l’interesse di ignoti vandali.
Nell’estate del 2012 l’opera è stata oggetto di un attacco “scientifico”: i tubi sono stati piegati, una delle sfere colorate e alcune delle mezze sfere sono state deformate, la piccola targa con il nome dell’opera stessa e dell’artista è stata segata. In tempi più recenti, un altro gesto iconoclasta: le sfere sono state staccate, una è stata ritrovata sulla spiaggia, davanti a uno stabilimento balneare; delle altre non si ha notizia. E sul monumento è rimasta una sola palla.
Gli autori dei vandalismi non sono mai stati individuati; l’architetto Giorgi, dal canto suo, ha chiesto all’amministrazione comunale, beneficiaria della sua donazione, di intervenire per il restauro del Giocoliere. «Ho parlato con il sindaco, con l’assessore al Bilancio Giovanni Rutili, con funzionari vari. Mi hanno fatto capire che non ci sono soldi per rimettere a posto l’opera, che il restauro non era fra le loro priorità», si lamenta Giorgi. Il costo dell’intervento, stima lui stesso, è di qualche migliaio di euro
. «Mi sono subito detto disponibile a ricostruire le sfere e e a riparare i danni, ma non intendo essere io a coprire i costi, in fondo l’opera l’ho regalata alla città». Però, di fronte alla presunta ignavia del Comune, l’architetto-artista si indigna e si dice pronto a reagire. Da una parte con un moderato: «Mi riprendo quello che evidentemente all’amministrazione non interessa», dall’altra con una più eclatante minaccia. «Chiamo le televisioni e il Gabibbo, e con una motosega faccio a pezzi l’opera. Una performance contro chi danneggia e chi trascura l’arte».
Di sicuro il controverso Giocoliere è oggi davvero una cosa brutta: senza più le sfere colorate che “orbitavano” sui cerchi di acciaio, somiglia più a un rudere che a un’opera d’arte.
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