Sicurezza
Identikit di Marina: «Incuria, abbandono e menefreghismo»
Lo sfogo dei proprietari di seconde case uniti in associazione: «E ormai le prostitute entrano anche nei giardini privati»
MASSA. La conclusione arriva dopo una lunga e dettagliata premessa, ma il concetto è facilmente sintetizzabile: chi ha una seconda casa in quel di Marina assiste di anno in anno alla perdita di valore dell’immobile. E siccome ritiene che quella perdita sia determinata (se non come causa, almeno come concausa) dalla cattiva gestione del territorio, è pronto a percorrere le vie legali. Perchè - spiega - le risorse naturali e paesaggistiche ci sono tutte, ma la volontà di valorizzarle, quella invece manca.
Uno sfogo, forse una provocazione, messa nero su bianco in un documento di tre pagine da Otello Vatteroni, segretario dell’associazione “Amici di Marina” che riunisce chi a Massa è nato, si è trasferito altrove, ma qui ha mantenuto radici, identità e, appunto, una casa. Vatteroni non le manda a dire e si affida a termini forti: «Abbandono, incuria, menefreghismo delle amministrazioni succedutesi negli anni». Le contestazioni sono dettagliate, con tanto di capitoletti e titolazioni. E uno di questi titoli, quello a cui è dedicato più spazio, è la sicurezza: «A Marina non ci sono più nè il distaccamento dei vigili, nè quello della polizia e il risultato è evidente: la sera le strade non sono sicure, la piazza centrale è in mano a ubriachi che si divertono a disseminarla con i loro bisogni e con i cocci di bottiglie. Lo spaccio viene praticato sotto gli occhi di tutti e le prostitute - aggiunge Vatteroni - si concedono incontri nei giardini privati». In alcuni tratti del litorale- continua la fotografia - «le macchine sono sul marciapiede, in barba ai passi carrabili».
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E' sul tema decoro (a cui è dedicato un capitolo “specifico”), le osservazioni proseguono: dal Frigido in attesa di dragaggio, alla rosa dei venti distrutta - e mai aggiustata - davanti al pontile, dal viale Roma buio «perchè gli alberi sono stati potati fino a via Carducci e i lampioni sono pochi o spenti», a piazza Betti abbandonata a se stessa. E la critica si estende ai tipi di attività commerciali su quell’area e ai «distributori automatici di merendine». Ma l’analisi va oltre e approda all’urbanistica: «Non c’è un piano dell’arenile, in alcuni tratti le cabine degli stabilimenti sono sul marciapiedi, ci sono ponteggi per ristrutturazioni, come in fondo a via San Leonardo, montati - e mai tolti - da anni». Ma la contestazione più pesante è sulle colonie, gioielli architettonici - spiega Vatteroni - di cui nessuno ha studiato il recupero con un piano che includa la realizzazione di un viale litoraneo fino a Marina di Carrara (obiezioni anche sul progetto di porto turistico).
Insomma, un attacco netto e su tutti i fronti, una critica da chi a Massa è nato e - a Massa ritorna - ma la città la vede con gli occhi di chi viene da fuori. Certo - e l’amministrazione lo ribadirà - le risorse sono limitati e la giunta ha fatto investimenti sul piano della messa in sicurezza e del dissesto idrogeologico. Rimane un’evidenza: chi sceglie Marina per le vacanze chiede servizi e qualità dell’arredo urbano. Contenuto e contenitor
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