Sicurezza
Svuota conto corrente dell’amico
Condannato a un anno e 4 mesi per circonvenzione di incapace
LUNIGIANA. Il giudice Fabrizio Garofalo non sposa le tesi della difesa e condanna Mauro Ricci ad un anno e 4 mesi (oltre al pagamento di 200 euro di multa e delle spese processuali) per il reato di circonvenzione di incapace. Secondo l’accusa - e le argomentazioni convincono il giudice - Ricci avrebbe prelevato 42.000 euro dal conto di un amico. E quell’amico - così si spiega il capo di imputazione - si trovava in condizioni di scarsa lucidità e scarsa capacità decisionale, impossibilitato a scegliere in piena libertà. Ricci, quindi, forte di una delega sul conto corrente del fatidico amico preleva la somma. Prelievo che lui stesso ammette in aula, spiegando di aver agito su richiesta dell’amico che, stando male, preferiva sapere quei soldi nelle sue mani piuttosto che in quelle dei parenti. La vicenda finisce in aula perchè la famiglia denuncia. La parte offesa è un uomo con il vizio del bere, l’alcol gli toglie lucidità, ma le sue condizioni economiche sono buone, ha venduto dei beni ed ha disponibilità di contante. Con Ricci si frequentano da una vita, insieme viaggiano anche all’estero. Poi l’amico ha un grave incidente, rischia di soffocare per un boccone: a complicare il quadro arrivano anche i problemi neurologici dovuti alla mancanza di ossigeno. È allora che Ricci fa una serie di prelievi spiegando che l’amico gli aveva chiesto di prendere i soldi in caso gli fosse successo qualcosa. Un uomo - spiega la difesa- in grado di decidere e di scegliere. Incapace, invece, secondo l’accusa che si affida ad alcune perizie e convince il giudice: Ricci è condannato.(c.s.)
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