Il Tirreno

Concussione, maresciallo nei guai: il pm chiede tre anni

di Chiara Sillicani

Carrara, i fatti risalgono al 2010: chiesto il rito abbreviato

2 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. È il giorno del pubblico ministero, quello in cui Alberto Dello Iacono formalizza la sua richiesta di condanna ad Antonia Aracri, giudice per l’udienza preliminare. Ed è una richiesta pesante: 3 anni e 2 mesi per il maresciallo dei carabinieri Ivano Rotili.

Rotili, accusato di concussione, ha infatti chiesto - e ottenuto - il rito abbreviato: niente dibattimento - per spiegare - la sentenza viene pronunciata in sede di udienza preliminare (ecco perché il giudice è un gup) e in base agli atti già prodotti dalla parti. L’abbreviato è un rito speciale, contemplato dall’ordinamento, che prevede, in caso di condanna, una riduzione della pena pari ad un terzo.

Il maresciallo Ivano Rotili è accusato di concussione per fatti che risalgono al 2010. In quell’anno una quarantenne ucraina - così ricostruisce la Procura - si rivolge a lui per denunciare le minacce e le percosse subite dall’ex convivente e per chiedere di essere aiutata e protetta. Il carabiniere - questa la tesi del pubblico ministero - quella protezione è disposto ad offrirla, ma non “gratuitamente”, pretende in cambio regali. Prodotti di alta tecnologia: computer, telefonini, videocamere. La donna decide di raccontare l’accaduto alla guardia di finanza, partono le indagini e il maresciallo Ivano Rotili finisce oggetto di un’inchiesta per concussione. Sceglie, assistito dall’avvocato Giovanna Barsotti, il rito abbreviato ed espone la sua versione dei fatti: la quarantenne - questa la ricostruzione della difesa - racconta al carabiniere di un fratello, proprietario di un grande magazzino in Russia e in grado di fornire prodotti tecnologici a prezzi convenienti. La donna - spiega l’imputato - si offre come intermediaria, disposta a fare acquisti per lui, nel segno del risparmio.

Ieri, davanti al giudice Antonia Aracri, a ripercorrere le tappe salienti della vicenda è il pubblico ministero Dello Iacono: chiede la condanna a 3 anni e 2 mesi. Ma la difesa, alle carte già sfoderate ne aggiunge un’altra: la disciplina giuridica sul reato di concussione è cambiata, quel reato, definito ora come induzione indebita, prevede il concorso delle parti. Stando a quella normativa- entrata in vigore nel 2012 e quindi non applicabile al caso Rotili - la denunciante adesso sarebbe a processo per avere concorso al reato. Un riferimento normativo che - spera la difesa - potrebbe “addolcire” la sentenza. La decisione del giudice Antonia Aracri è rinviata alla prossima udienza, il 17 aprile.

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini