Sicurezza
Cassa integrazione in calo, ma non qui
Massa Carrara in controtendenza: la Cig cresce ancora specie nell’edilizia. La Uil: allarme sociale
MASSA CARRARA. L'allarme della Uil sui dati del primo bimestre: Massa Carrara in controtendenza rispetto al resto d'Italia. Un rapporto elaborato dal sindacato sulla cassa integrazione per il primo bimestre del 2015, messo a confronto con lo stesso periodo di gennaio e febbraio dell'anno precedente. mostra come nel territorio apuano la ripresa non si senta.
La richiesta dell'utilizzo della cassa integrazione, emerge dallo studio, sta diminuendo in tutto il territorio nazionale. Si parla di -35,1% per la cassa integrazione ordinaria, -31,6% per quella straordinaria e addirittura del -74,8% per la cassa in deroga. Il dato, con alcune variazioni ma sempre con il segno "meno", si ritrova in tutte le macro aree da nord a sud, in tutte le regioni con la sola eccezione della Liguria. Anche in 83 province su 110 la richiesta di cassa integrazione è in calo, ma non a Massa Carrara.
Sono due i dati del territorio apuano che si discostano dalle statistiche nazionali e regionali. Il primo è relativo all'aumento in provincia di Massa Carrara della cassa integrazione ordinaria. «Questo significa con ogni probabilità – analizza la Uil – che il lungo periodo di crisi che la provincia attraversa non è ancora superato e quindi si è ricominciato a utilizzare maggiormente anche gli strumenti ordinari di cassa integrazione, avendo in parte esaurito gli altri. Vale la pena di ricordare che il nostro territorio è in una situazione di crisi da molto prima del 2008 e questo può spiegare la statistica negativa.
Il secondo dato preoccupante è l'aumento delle richieste di cassa integrazione nel settore edile, in completa controtendenza sia rispetto al livello nazionale sia al regionale. «È' evidente - sottolinea la Uil - che la crisi continua a mordere forte nella nostra provincia». Per quanto riguarda invece le statistiche regionali e nazionali la Uil predica calma prima di parlare di ripresa economica: «Già i dati di febbraio di quest'anno sono in controtendenza rispetto a gennaio. Inoltre il crollo delle casse integrazione in deroga sembra più dovuto al mancato finanziamento delle risorse ad hoc, unito al fatto che le nuove regole restringono a soli 5 mesi per il 2015 la possibilità di utilizzare questo strumento. Più che di uscita dalla crisi delle aziende si può parlare di parziale esaurimento di risorse ad hoc sugli ammortizzatori».
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