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Carrione, anche il Comune è parte lesa

Carrione, anche il Comune è parte lesa

L’incidente probatorio sull’argine è slittato di dieci giorni, per l’amministrazione Zubbani sarà presente anche un tecnico

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CARRARA. Anche il Comune di Carrara è parte lesa per il crollo dell’argine del 5 novembre scorso. E con il suo legale e un tecnico (che potrebbe essere nominato fra quelli degli uffici o come esterno) sarà presente all’incidente probatorio che sarà effettuato sull’argine fra una decina di giorni. Proprio il fatto che l’amministrazione carrarese non fosse stata inserito fin da subito, in occasione della convocazione dei sette indagati per gli accertamenti tecnici irripetibili sul muro ceduto in via Argine Destro, nel provvedimento della procura, ha fatto slittare di una decina di giorno la verifica, con tanto di ruspe, lungo il Carrione.

Il punto della situazione è stato fatto dal sindaco Angelo Zubbani in consiglio comunale. Ed è proprio il primo cittadino a spiegare che il Comune è fra le parti lese, insieme alla Provincia e alla Regione.

«Ho saputo incidentalmente martedì pomeriggio che erano stati mandati gli avvisi con la convocazione per accertamenti tecnici irripetibili sul muro crollato a tutti e sette gli indagati, ai loro legali, e alle parti lese Regione Toscana e Provincia di Massa-Carrara».

«Ho subito dato mandato al legale Adriano Martini di Massa di presentarsi con una mia delega alla convocazione in procura - continua il sindaco Zubbani - per essere riconosciuti, come Comune, come parte lesa. Adesso si sta parlando di questo, la costituzione di parte civile avverrà infatti solo in un secondo momento».

«L’avvocato Martini si è presentato ma l’accertamento non è potuto essere effettuato per alcune eccezioni sollevate dagli avvocati degli indagati - conclude il sindaco - È stata comunque chiarita la posizione del Comune di Carrara che è stato inserito fra le parti lese». L’accertamento tecnico non ipeteibile è quindi slittato di dieci giorni: saranno presenti anche i tecnici di Regione, provincia e Comune.

Gli indagati. I nuovi nomi, aggiunti nelle scorse settimane al registro degli indagati, sono stati un passaggio necessario per poter consentire gli accertamenti irripetibili in loco, ossia in quel tratto dell’argine del Carrione dove il 5 novembre scorso si è sbriciolato sotto la pressione del fiume un pezzo di muro. Ad oggi quindi gli indagati sono il dirigente della Provincia Gianluca Barbieri, la responsabile del Servizio patrimonio dell'ente Marina Rossella Tongiani, ll'ex dirigente alla difesa del suolo Giovanni Menna, il titolare della ditta costruttrice Elios srl di Aulla Diego Tognini e il geometra Giulio Alberti, marchigiano, direttore tecnico del cantiere dove avvenne il crollo.

Sono questi i nomi che sono andati ad aggiungersi, nel registro degli indagati a quelli del progettista dell'opera, l'ingegner Franco Del Mancino, e l'allora dirigente ai lavori pubblici e alla difesa del suolo Stefano Michela. Ai sette indagati, la procura contesta i reati di crollo di costruzioni o altri disastri dolosi, delitto colposo di danno e frode nelle pubbliche forniture. Giovanni Menna, ora in pensione, rinviato a giudizio per l'alluvione del 25 ottobre 2011 di Aulla, era alla guida anche lui del settore difesa del suolo della Provincia mentre Marina Rossella Tongiani per circa sei mesi è stata responsabile unica del procedimento relativo ai lavori sul fiume Carrione dove è avvenuto il crollo. A breve la procura notificherà la nuova data per l’incidente probatorio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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