Il Tirreno

Botte nel locale, buttafuori a processo

Botte nel locale, buttafuori a processo

Secondo l’accusa l’uomo della security ha causato lesioni gravi ad un cliente. A luglio la sentenza

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LICCIANA. È a processo: di fronte al giudice monocratico Fabrizio Garofalo deve rispondere dell’accusa di lesioni gravi. Secondo il pubblico ministero, Mario Serio, 43 anni, ha picchiato a calci e pugni un cliente del locale in cui lavorava come buttafuori, il Glamour di Terrarossa.

I fatti risalgono al 2009: all’interno della discoteca - questa la ricostruzione dell’accusa - un uomo sta discutendo con un amico. I toni si accendono tanto che il buttafuori, Serio appunto, si avvicina, tenta di riportare la calma e accompagna l’uomo alla porta. E fin qui, normale amministrazione. Poi le cose si complicano perché quel cliente, ora parte civile a processo, dopo essersi fumato una sigaretta, vuole rientrare. Assicura - così emerge a processo - di essere calmo e di voler trascorrere la serata nel locale, ma il buttafuori - anche in questo caso la ricostruzione è quella dell’accusa - glielo impedisce. E lo fa - spiega il pm - a suon di botte, con calci e pugni. Il referto è di 40 giorni: i medici rilevano anche una lesione del timpano e una conseguente parziale perdita dell’udito. Il cliente del locale sporge denuncia e si apre l’inchiesta, fino all’aula di tribunale: l’uomo, lunigianese, assistito dall’avvocato Chiara Lorenzelli, si costituisce parte civile. La vicenda processuale, però, è lunga e complessa; il procedimento passa dalle mani del giudice Antonia Aracri a quelle del collega Fabrizio Garofalo: vengono riascoltati tutti i testimoni. Fino all’udienza di ieri mattina: in aula sfilano i testi della difesa. Si tratta di dipendenti del locale e di addetti alla sicurezza. In particolare un buttafuori: la fatidica sera non è in servizio, ma - spiega al giudice - è nel locale per trascorrere qualche ora. Incontra l’imputato ed esclude che possa aver picchiato un cliente perché - chiarisce in aula - non lo vede allontanarsi, lo ha sempre sott’occhio e se si è allontana, appunto, lo ha fatto per un tempo talmente breve che, neanche volendo, avrebbe potuto prendere a calci qualcuno tanto da causargli lesioni. La prossima udienza è fissata per il 2 luglio: in quella data, dopo la requisitoria del pubblico ministero (l’accusa in aula è rappresentata dal pm Debora Bracco), dovrebbe arrivare la sentenza e dovrebbe chiudersi la vicenda processuale in primo grado.

Chiara Sillicani

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