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Tari, aumento in vista per colpa dei “furbetti”

Tari, aumento in vista per colpa dei “furbetti”

Il Comune dovrà creare un fondo rischi per coprire i mancati introiti causati da evasori e morosi. E lo pagheranno i cittadini. Master spedisce 4 bollettini

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MASSA. Arrivano (stanno arrivando) i bollettini per la Tari, la tassa sui rifiuti urbani. E la prima reazione di molti cittadini è quella di sorpresa. Anzi, di allarme. Perchè nelle buste che Master sta recapitando nelle case dei massesi ci sono ben quattro moduli di pagamento prestampati. Il che, al primo impatto, sembra una stangata di quelle “mai viste”. Non è così: i quattro bollettini in arrivo non devono essere pagati tutti insieme, ma con scadenze diverse. E le tariffe sono uguali a quelle dello scorso anno.

Però, in un futuro non lontano, a fine ottobre, è possibile, anzi probabile che la Tari aumenti. Per colpa dei morosi, ossia dei “furbetti” che, per motivi più diversi, la tassa sulla spazzatura non la pagano. Il Comune dovrà infatti (lo prescrive la legge)creare un fondo rischi per salvaguardare il bilancio da mancati introiti dovuti, appunto, a chi “evade” le tasse locali. E quel fondo verrà riempito con i soldi dei contribuenti onesti, cioè con un aumento della Tari di qualche punto percentuale. Fra i 5 e i 10 euro in più l’anno in media per ogni famiglia. Non tanto, ma comunque poco digeribile.

Quattro bollettini. Spieghiamo meglio la questione dei moduli inviati da Master. Tre di essi sono riferiti a tre rate del 25% ciascuna del totale da pagare come tassa riferita al 2014. Il quarto bollettino è invece la somma delle tre rate, cioè il 75% della intera tassa, che il contribuente può pagare se non intende rateizzare la tariffa e versare tutto subito. Viceversa, può decidere di pagare ora, entro il 31 marzo, la prima bolletta del 25%; entro il 31 maggio la seconda rata (sempre del 25%) ed entro il 31 agosto la terza rata. Il Comune ha voluto inviare tutti i bollettini in vista della scadenza della prima rata per agevolare i cittadini, che, in questo modo, si trovano subito a disposizione i moduli per tutti pagamenti. Una buona intenzione che ha però messo paura a molte famiglie che, davanti a quei quattro bollettini, si sono rivolti ai centralini o agli sportelli di Master per avere chiarimenti.

Aumenti in autunno? Quanto alle tariffe, non ci sono invece aumenti. Almeno per ora. Si pagherà cioè quanto si è pagato nel 2014. Dopo il 31 ottobre, però, quando il Comune avrà definito le nuove tariffe Tari per il 2015, potrebbero esserci novità non piacevoli per le tasche dei contribuenti. A quella data ci sarà la riscossione del saldo e del conguaglio della tassa che sarà stabilito in base a quanto è effettivamente costato il servizio di smaltimento dei rifiuti. In gioco, spiega Giovanni Rutili, assessore alle Finanze del Comune di Massa, ci sono diverse variabili, a cominciare dal costo del servizio effettuato da Cermec e dal “peso” della raccolta differenziati.

Il fondo anti morosi. Ma, soprattutto, ci sarà la questione del fondo svalutazione rischi. La nuova legge (nazionale) sui conti degli enti locali, impone ai Comuni di accantonare in bilancio una somma che copra gli eventuali minori introiti per morosità. Un fondo rischi, insomma, per mettere al riparo i conti da problemi derivanti dallo squilibrio fra le previsioni di incasso e i reali introiti ottenuti dall’imposizione tariffaria. Per il Comune di Massa si parla di una somma complessiva attorno ai 2 miloni di euro.

Pagherà di più chi paga già. Il problema è che questo fondo, probabilmente, lo pagheranno i cittadini, visto che la legge prevede che venga “spalmato” su tutti i tributi locali. Cioè su coloro che la Tari (e le altre tasse) la pagano già. «È un’opzione, una possibilità. Anche se stiamo lavorando perchè questo fondo possa essere creato senza ricorrere a un prelievo dalla fiscalità che si ripercuoterebbe sulle tariffe a carico dei cittadini», spiega l’assessore Rutili. Il quale aggiunge: «L’idea del fondo di svalutazione dei crediti è in sè positiva perchè consentirà agli enti di costruire bilanci più solidi. Però è indubbio che in questa prima fase rischia di pesare sui contribuenti». Quanto poi peserà questo nuovo balzello anti morosità è ancora presto per dirlo. Si parla di un’aggravio medio fra i 5 e i 7-10 euro per utente. «Stiamo predisponendo il bilancio, non abbiano ancora cifre certe, impossibile fare stime», dice però Rutili.

Claudio Figaia

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