Il Tirreno

la storia

Abramo torna nella casa devastata

Era in Senegal durante l’alluvione, gara di solidarietà per aiutarlo

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CARRARA. Il 5 novembre l’alluvione, dovuta al crollo dell'argine del fiume Carrione, sommerse Avenza e Marina di Carrara.

I primi giorni furono terribili poi, grazie soprattutto alla capacità di noi italiani di risolvere rapidamente contingenze avverse, le case furono ripulite, i mobili risistemati e piano piano la gente riprese possesso delle proprie cose.

Tutto questo però Ibrahim Bengue, senegalese di nascita, avenzino di residenza ma sarzanello di adozione, non lo ha potuto sapere perché in quei giorni si trovava a Dakar in visita alla sua famiglia. Ibrahim, meglio noto come Abramo, 39 anni, sposato con 6 figli, vende ombrelli nella lussuosa via Mazzini ed è amato ed apprezzato da tutta la comunità. In regola con i permessi di soggiorno e regolarmente iscritto al registro dei venditori ambulanti di Massa Carrara, è rientrato dal Senegal nei giorni scorsi. Non sapeva nulla della alluvione e neppure era a conoscenza del fatto che della sua casa, ma soprattuto di quello che conteneva, non fosse rimasto praticamente nulla. Mobili, vestiti, suppellettili, ricordi ed anche il prezioso motorino con il quale si recava giornalmente al lavoro sono andati persi. «Sono disperato - racconta - perché in pratica sono rimasto senza nulla». Abramo ha ripreso a vendere gli ombrelli in via Mazzini. La gente di Sarzana lo conosce e gli dimostra affetto e simpatia. Qualcuno ha già cominciato a dargli una mano regalandogli vestiti, scarpe, mobilia ed anche soldi. Lui spera solo di riuscire a ricominciare.

(c.cu.)

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