Italia
Il cumulo delle cariche è anti democratico
CARRARA. Nomine ad Apuafarma: interviene il consigliere Giuseppe Scattina. «Non è in questione se la persona nominata sia qualificata o meno, e non ha neanche valore l'argomento che lo farebbe gratis...
CARRARA. Nomine ad Apuafarma: interviene il consigliere Giuseppe Scattina. «Non è in questione se la persona nominata sia qualificata o meno, e non ha neanche valore l'argomento che lo farebbe gratis - spiega Scattina - I lavori per cui è prevista la retribuzione vanno retribuiti. È semplicemente inaccettabile, in democrazia, il cumulo degli incarichi, perché chi ne ha troppi rischia di non avere tempo sufficiente per occuparsene adeguatamente e perchè va promossa e difesa la partecipazione, la più ampia possibile alla gestione della cosa pubblica».
«Se il cumulo degli incarichi e delle cariche diventa così abituale, vuol dire che qualcosa, nel sistema di individuazione e distribuzione delle responsabilità pubbliche e di formazione della classe dirigente, non funziona. Il cumulo delle cariche è profondamente antidemocratico - continua - Ma, ripeto, quelli che oggi, nella maggioranza, difendono o criticano la nomina alla Apuafarma sono i meno adatti a parlarne ». «Quando, nell'estate del 2013, l'amministrazione comunale chiese ai consiglieri di proporre criteri di scelta per i rappresentanti del Comune nelle partecipate, io, credendo che fosse una richiesta seria, feci alcune proposte, ispirate, per altro, anche a quanto avveniva in altri comuni, come quelli di Milano (Sindaco Pisapia) e di Napoli (Sindaco De Magistris)- prosegue Scattina - Erano proposte che tentavano di sganciare queste nomine dalle logiche spartitorie dominanti e privilegiavano un metodo trasparente e partecipativo. Mi domandai allora e mi domando oggi a cosa servisse interpellare i consiglieri sui criteri di scelta, se le scelte erano già state decise, in camera caritatis, sulla base di criteri spartitori a priori per soddisfare le esigenze di poltrone dei partiti della maggiorannza».
«Insistendo io sulla necessità di stabilire dei criteri oggettivi di nomina per le partecipate, fui invitato (luglio 2013) a una riunione della maggioranza sull'argomento. Erano presenti, oltre al sindaco Zubbani, il vicesindaco Vannucci, il Presidente del Consiglio Comunale Ragoni, i capigruppo e i rappresentanti dei partiti della maggioranza - continua la nota di Scattina - In quella sede, per le mie proposte, venni trattato come un extraterrestre. In altre parole si erano già spartiti i posti e dei criteri di scelta, come dell'adesione ai principi della carta di Pisa non gliene importava niente».
«Oggi assistiamo al disastro finanziario delle aziende partecipate Apuafarma e Progetto Carrara - conclude - Stanno litigando perchè allora non hanno voluto discutere e fissare, con il Consiglio Comunale, dei criteri oggettivi par fare le nomine nelle partecipate. Raccolgono quello che hanno seminato, lo spregio della democrazia e della trasparenza. Dove non c'è legge e regola, ognuno fa quello che più gli piace. E chi più può, più agguanta, se non ci sono criteri oggettivi e riconosciuti».
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