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«Così non potrò più farcela»

«Così non potrò più farcela»

Michele Bini, barman, racconta la sua stagione di lavoro

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MASSA. Dal 2006 ha chiuso la sua attività di bar in centro a Massa e ha deciso di mettersi alle dipendenze di altri per le stagioni estive.

Una scelta difficile ma quasi obbligata: «il lavoro stagionale è l'unico che c'è nel territorio – spiega - ed è sempre stata una garanzia di reddito».

Ma adesso tutto cambia. Michele Bini, barman professionista di 47 anni, è uno delle migliaia di lavoratori stagionali che improvvisamente si troveranno ad affrontare un problema nuovo: come arrivare alla prossima stagione estiva. Da sei anni lavora in bar e hotel della Versilia e con quel lavoro stagionale, da aprile a settembre, è sempre riuscito ad andare avanti tutto l'anno.

«Già lo scorso anno con la riforma Fornero – racconta il barman – l'indennità era diminuita. Ma lo stipendio di un barman è buono pertanto si riesce tranquillamente a vivere. Certo, per chi ha un affitto da pagare è più difficile, ma non è il mio caso».

Adesso, appunto tutto cambia. Le garanzie e la sicurezza saltano, sotto la mina del Jobs act che ha introdotto il nuovo sussidio di disoccupazione, la Naspi. Dei sei mesi che lavorerà in un hotel di Marina di Pietrasanta, Bini riscuoterà solo tre mesi al 75% dello stipendio. La compagna è attualmente disoccupata e spera, anche lei, nel lavoro stagionale in qualche centro estetico del territorio, essendo estetista.

«Si parla di circa 3 o 4 mila euro in meno rispetto alla disoccupazione che prendevo anni fa – racconta – E' una bella falciata che fa arrabbiare. Bisogna considerare infatti che il lavoro stagionale è anche più logorante: non si hanno giorni liberi, si fanno generalmente più ore, o orari spezzati. Chi fa la stagione estiva ha l'unica rassicurazione di potersi godere gli altri mesi dell'anno. Ma così non sarà più».

E aggiunge: «io non devo pagarmi l'affitto perché la casa è di proprietà della mia compagna. Ma chi ha l'affitto come fa ad andare avanti?».

E come andare avanti, come riprogrammare, se possibile, la propria attività lavorativa in questo 2015 è la preccupazione per migliaia. (M.C.)

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