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L’arte è al Bijoux: ecco la mostra del gruppo Bam 2.0
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L'esposizione dei quadriAl centro commerciale i quadri spaccano il grigio di Avenza e diventano il cuore della cultura che rinasce
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CARRARA. Arriva l'arte a spaccare il grigio di Avenza. Si è ritagliata un posto tra i palazzi e i negozi del centro commerciale La Prada, al Café Bijoux, dove è nata una sala espositiva dedicata agli studenti dell'Accademia di Belle Arti. Una sala che diventerà il cuore culturale di un quartiere lasciato troppo spesso ai margini della città. Ma anche l'occasione per far conoscere gli artisti che crescono a Carrara e«che però non hanno un posto dove farsi conoscere», chiarisce Stefania Saulle che porta avanti l'attività del bar insieme al marito, Marino Della Bona e alla dipendente Deborah Romano.
E' stata inaugurata la prima mostra del gruppo Bam 2.0 (bottega, arte e mestieri 2.0), quella che si può definire una vera e propria start-up culturale lanciata da dieci artisti emergenti ma aperta a nuovi ingressi. Sono tutti allievi del corso tecniche per la pittura del professore Andrea Podenzana che parla di questa esperienza citando un detto orientale. «Se una persona è povera e ha fame – racconta – non gli regalo un pesce, perché finito quello si ritroverebbe nella stessa posizione. Lo porterei al lago, gli darei gli attrezzi e gli insegnerei a pescare. Questa sala è il lago, gli strumenti li hanno acquisiti e adesso dovranno pescare in questo mondo artistico». L'identità di Bam, oltre a quella di essere formata da giovani artisti della scuola, è quella di unire il vecchio e il nuovo, l'artigianato rivisto in chiave moderna.
Sono stati appesi sui muri i primi lavori degli allievi. Ci sono ad esempio le serrature dei quadri di Martina Gentili che rappresentano «la difficoltà – spiega – di staccarsi dal passato e allo stesso tempo di aprirsi all’oscurità del futuro che si vede dalla serratura». Oppure c'è lo studio sulla figura di Picasso nei disegni di Luca Del Vignale dove appiano figure astratte con colori accesi «per porre l'attenzione – dice – su quelli che non accettano il proprio corpo e lo vivono in maniera grottesca cercando di cambiarlo». Oppure, ancora, “La mela dell'Eden” di Gianmarco Passerini con la quale descrive «con le immagini – chiarisce – quello che è accaduto dopo il fatidico morso». Nella sua tela rossa si vede un feto che è la genesi del male e che crescendo «si dilagò in lungo e in largo nei secoli a venire».
C'è poi “la muffa” di Arianna Meini, una parte della sua serie in acrilico su tela in cui «la muffa da cosa disgustosa che nessuno vuole – spiega – diventa qualcosa di piacevole. Da muffa al muro a un quadro al muro». E ancora: le cellule di Carolina Barbieri disegnate con acrilico su foglio da lucido che sono «microorganismi che fanno parte di un tutto – spiega – ma anche tanti singoli che sono tutto:un po' come l'umanità». Ci sono poi i quadri di Chiara Franchi, Carolina Andreani, Giuseppe Renda, Costanza Vicenti e Maria Ilaria Melis. È da qui, quindi, dall'unione fra Bam 2.0 e il Café Bijoux che si butta un po' di colore su Avenza.
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