Il dolore
Ex Montecatini, 250 parcheggi vuoti
Gli stalli a pagamento a due passi dal centro città sono inutilizzati e tutto il complesso residenziale è semivuoto
CARRARA. Duecentocinquanta parcheggi a pagamento (più 135 a diritto d'uso) a due passi dal centro storico inutilizzati. «Ma perchè la gente - spiega l’assessore Benrardi - non ci va a parcheggiare, non per problemi strutturali». Un complesso di appartamenti e fondi commerciali vuoti. Un capolinea di Atn realizzato, ma mai inaugurato. L'area ex Montecatini doveva diventare il quartiere residenziale della città per eccellenza, con negozi, bar, ristoranti, una miriade di appartamenti e un'area verde. Ma a sei anni dalla sua costruzione (era il 2009 quando sono terminati i lavori) questo sogno non è ancora realtà. Anzi, la zona sembra un quartiere abbandonato, con vetrine vuote, segni di infiltrazioni nel parcheggio sotterraneo, scritte sui muri.
La storia. In quell'area, fino alla seconda metà del secolo scorso, c'era il dopolavoro della Montecatini Marmi. Era un enorme polmone verde nel cuore della città, con un bellissimo palazzo in marmo, la mensa, campo da pallavolo, zona per le bocce, spogliatoio e un cinema all'aperto. Negli anni anche una pista di go-kart per i ragazzi. Poi nel 1972 viene fatto il piano regolatore di Piccinato, in vigore fino al 1998. Il professore universitario aveva previsto un aumento della popolazione carrarese (fino a 123mila abitanti) ed individuò come area residenziale Carrara Est, prevedendo la demolizione e ricostruzione di vecchi palazzi. L'area Montecatini nei piani doveva rimanere però verde. Tuttavia negli anni '80 l'area (la ditta aveva già chiuso i battenti) venne acquistata e il Comune fece una variante al piano regolatore per il cambio di destinazione d'uso. Nel 2001, sotto la giunta Segnanini, il Comune firma la convenzione con la proprietà, stabilendo che in quell'area, in cambio del complesso, sarebbe dovuta essere realizzata una mini area verde, un parcheggio per la cittadinanza e il capolinea degli autobus. A realizzare i lavori fu la Di Ronza Costruzioni Srl, (il proprietario Stefano Di Ronza deve rispondere dell’accusa di concorso esterno con i clan dei casalesi). Ebbene, a lavori ultimati, l'area verde non c'è; il resto è stato realizzato, ma non funziona.
I parcheggi. Sono 250 quelli sotterranei allo stesso tariffario dei parcheggi nel centro. Si prende un biglietto all'ingresso e si paga all'uscita. Ma ben pochi entrano. Solo il lunedì – giorno del mercato – vi parcheggiano circa 40 macchine, gli altri giorni al massimo tre. Secondo uno dei soci dell'immobiliare La Rosa (che gestisce il parcheggio), Flavio Baldoni «è una questione di mentalità – dice – A Firenze o Bologna sono molto più abituati ai parcheggi sotterranei». Secondo l'assessore Bernardi, invece,«ci sono tanti parcheggi a pagamento nel centro storico». E infatti in via Cavour (per esempio) i stalli a pagamento sono stati realizzati anche sul marciapiede, impedendo il passaggio delle carrozzine. Un complesso vuoto. Degli oltre cento appartamenti ne sono stati venduti solo il 20%. Per quanto riguarda il direzionale, è stato venduto un ufficio solo su venti. I fondi commerciali, anche quelli una ventina, sono stati venduti quasi tutti, ma di aperto c'è solo un bar.
Capolinea Atn. Sarebbe l'unico vero veicolo di rilancio di quella zona, che potrebbe attirare gente e investimenti. Da almeno quattro la città si sente dire che «la stazione è veramente vicina al taglio del nastro», ma ad oggi l'area non è stata ancora acquisita dal Comune.«Gli uffici tecnici stanno facendo i dovuti accertamenti», fa sapere l'assessore al patrimonio Giuseppina Andreazzoli. Tradotto: non si sa ancora quando e se il capolinea verrà trasferito. L'occasione mancata. Se è già stato difficile per la cittadinanza digerire la perdita di un polmone verde e di un cinema all'aperto, c'è dell'altro. Nel 1993, Europan (concorso europeo biennale dedicato ad architetti e istituzioni pubbliche) scelse di finanziare la ristrutturazione dell'ex convento San Francesco, purché il progetto prevedesse uno studio anche sull'area ex Montecatini in modo da collegarla alla città e rilanciarla. Vennero presentati numerosi progetti; nessuno prevedeva il quartiere residenziale. Un team di architetti, fra cui anche la consigliera Claudia Bienaimé, propose di creare un luogo degli artisti, con una laboratori, sale espositive, un anfiteatro. Nel progetto anche l'Esselunga«che avrebbe portato un enorme flusso di gente», fa notare Bienaimé. Ma nulla. Quell'anno non ci furono vincitori perché l'amministrazione rinunciò ai finanziamenti europei. E l’ex Montecatini è diventata una cattedrale nel deserto.
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