Il Tirreno

Si riaccendono i timori sull’occupazione ma anche sul nome dell’istituto

Si riaccendono i timori sull’occupazione ma anche sul nome dell’istituto

Si avvicina, dunque, il giorno in cui la Cassa di Risparmio di Carrara non sarà più carrarese. In senso letterale, cioè non sarà più di proprietà di soggetti istituzionali carraresi. La Fondazione...

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Si avvicina, dunque, il giorno in cui la Cassa di Risparmio di Carrara non sarà più carrarese. In senso letterale, cioè non sarà più di proprietà di soggetti istituzionali carraresi. La Fondazione Crc Carrara che si occupa di attività sociali sul territorio e che detiene il 10% delle azioni di Crc Spa si appresta a vendere la quota al gruppo Carige. Un passaggio annunciato in vista della incorporazione di Crc in Carige previsto per il 2018, di un processo iniziato nel 2004 quando la banca cittadina è entrata a far parte del gruppo genovese. Un’acquisizione a suo tempo benedetta dalla politica locale ma che ora – vista anche la siutuazione di crisi di Carige – solleva nuovi timori sui legami con il territorio ma anche sulla tenuta occupazionale e sul mantenimento del nome “di Carrara”.

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