Attenzione
Apuafarma, ancora polemiche sulla nomina del direttore
L'amministratore unico della Spa: scelte condivise e temporanee; Spediacci (Amia): la capogruppo del Pd pensi a altre società
CARRARA. Nessuna spaccatura dentro al Pd. E una scelta, quella di Lucia Venuti alla direzione di Apuafarma, solo temporanea e codivisa. Ma intanto le grandi manovre nella spa che si occupa di mense scolastiche e cimiteri, provocano una reazione piccata del presidente (socialista) di Amia.
Volpi: su Apuafarma scelte condivise: L' amminstratore delegato di Apuafarma Spa sottolinea che, nel ridisegnare la direzione della società, le sue scelte rispondono e risponderanno in primo luogo agli interessi dell'azienda che amministra e quindi alla migliori soluzioni per mantenere gli importanti volumi di servizi pubblici offerti, cercando anzi di migliorarne la qualità e di salvaguardare i posti di lavoro - si legge nella nota - Le partecipate non possono permettersi oggi di diventare terreno di confronti partitici che prescindano da due elementi: il contenimento dei costi e la oggettiva competenza tecnica dei vertici. Sulla linea degli indirizzi formulati dalla Amministrazione comunale e quindi dal Pd, la formula sarà quella di un affidamento alla consorella Amia di farsi carico della Direzione Aziendale, ma anche di altri supporti sul piano amministrativo e tecnico, linea che è figlia di un ragionamento che rifiuta personalismi e valutazioni delle appartenenze partitiche».
«La nomina va - prosegue - nel senso nella prospettiva ormai ampiamente condivisa della imminente fusione delle aziende del Comune. La scelta oggi quindi non potrà che essere transitoria e gli assetti definitivi lasceranno tempo e spazio per ragionare sui carichi di lavoro del Direttore incaricato, in un quadro più ampio, anche comprensoriale, come chiede giustamente il Pd. Per quanto concerne la Venuti voglio riconfermare la mia stima poichè in queste settimane difficili non ha mai mancato di prestare il suo completo contributo professionale, superando in avanti con equilibrio il balletto di notizie sul suo coinvolgimento in Apuafarma. Proprio per questo debbo tranquillizzare il partito al quale appartengo che la strada della efficienza e di una coerente chiarezza verso i cittadini e verso i tanti lavoratori dell'azienda, finche toccherà al sottoscritto, sarà perseguita fino in fondo e porterà beneficio allo stesso rapporto politica-cittadini».
Amia: la Crudeli pensi a altre aziende. «Siamo stanchi di essere tirati in ballo per l'ennesima volta sulla questione Apuafarma. Bisogna essere chiari e far sapere ai cittadini che Amia non ha manifestato alcun interesse a occuparsi del disastro che è stato fatto nella gestione di Apuafarma. È l'amministrazione comunale, che per far fronte al problema, ha pensato di rivolgersi ad Amia che è l'unica azienda che in questi anni ha dimostrato di funzionare bene, coinvolgendola in una collaborazione che non riguarda solo il direttore Lucia Venuti ma parte dei servizi amministrativi».
Si legge nella nota del presidente Gianenrico Spediacci. «A fronte di questo ulteriore impegno che Amia dovrà sostenere non ci stiamo a essere confusi con aziende che hanno saputo fare solo buchi nei propri bilanci e che tocca a noi di andare a salvare - continua - La Crudeli, le cui polemiche sono apparse questa mattina in cronaca, deve fare attenzione a non confondere le partecipate amministrate male con quelle sane come Amia che non solo fanno il proprio dovere ma devono anche andare a rimediare i danni fatti da altri. Inoltre dovrebbe stare più attenta a riferirsi ad Amia con parole che sono vere e proprie diffamazioni verso la nostra azienda che non deve stare nel calderone delle aziende che non funzionano e di cui la Crudeli farebbe bene ad occuparsi con più attenzione e precisione. Anzi se avesse messo questo zelo nel seguire le vicende di Apuafarma, come di altre aziende da sempre amministrate dal suo partito, forse non saremmo a questi punti».
«Amia ribadisce, come sempre, la propria disponibilità a sostenere le scelte dell'amministrazione comunale, se poi la politica deciderà di rivolgersi altrove per noi non sarà di certo una tragedia, tanto più che la decisione di dare corso alla collaborazione tra le aziende sarà discussa all'interno del cda di Amia - si chiude la nota - Auspichiamo in conclusione che su questa discussione prevalga l'interesse pubblico piuttosto che logiche interne ai partiti che ormai sono distanti da quanto chiedono i cittadini».
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