Il Tirreno

Si esporta meno marmo ma a prezzi sempre più alti

Si esporta meno marmo ma a prezzi sempre più alti

Sono i lavorati ad alto valore aggiunto a crescere ancora (sopra i 1.000 euro a tonnellata), bene il mercato Usa, in flessione quello del Medio Oriente

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CARRARA. L’Italia ha esportato, nel 2014, 4 milioni e 194.035 tonnellate di marmi, graniti, travertini e altri materiali sia grezzi sia lavorati per un valore che sfiora i 2 miliardi: 1.940.861.130 euro, registrando un leggero calo delle quantità, -1,8%, ma un aumento dei valori del +0,4%. Le statistiche sono diffuse da Internazionale armi e Macchine Carrara che ha elaborato, attraverso il suo ufficio studi, i dati Istat su base nazionale.

Statistiche che segnalano almeno una cosa importante. La prima è che l'export trainante è quella del marmo lavorato, ossia di manufatti più o meno complessi ad alto valore aggiunto, non bocchi o lastre. Con una particolarità: la quantità di materiale venduto all’estero è calata, del 3,5%. Ma i valori sono aumentati, del +3,8%, rispetto al 2013. In altre parole: si esporta meno prodotto, ma più costoso. Infatti, nel 2014, l'Italia ha esportato 891.933 tonnellate di lavorati di marmo per un valore complessivo di quasi 936 milioni di euro con un aumento del valore medio unitario molto significativo perché passa dai 975 euro a tonnellata del 2013 a 1.049 euro a tonnellata facendo segnare un +7,5%.

L'export di marmo grezzo , invece, a fronte di un fatturato pressoché costante, fa registrare un calo delle quantità esportate del -3% su una cifra sempre molto importante di 1,3 milioni di tonnellate di marmo in blocchi e lastre, per un valore di 331 milioni.

Granito ko. Non si ferma, invece, e non è una novità, il trend negativo del granito: nel 2014 sono stati esportati blocchi per poco più di 136 mila tonnellate per un valore di 36 milioni (-9,8% in quantità e -10,3% in valore) mentre sono stati esportati lavorati di granito per 570mila tonnellate del valore, ancora ragguardevole, di 534,6 milioni di euro (-2,3% in quantità e -4,2% in valore). Il calo del -2% del valore medio del granito lavorato esportato (che resta di 938 euro a tonnellata) testimonia le difficoltà che le aziende italiane hanno nel competere con paesi ormai leader nella lavorazione come Brasile, India e, soprattutto, Cina.

Europa in ripresa. L’export verso i paesi Ue mostra segnali di ripresa, almeno nei valori, con 598 mila tonnellate di materiali di pregio (-0,3%) per un valore complessivo di 474,4 milioni (+4,7%). A fare da traino sono Germania e Regno Unito. Verso la Germania sono state esportate 227 mila tonnellate di materiali di pregio per un valore di oltre 157 milioni, con un aumento delle quantità rispetto al 2013 del+4,4% e del +5% nei valori. Il Regno Unito ha assorbito 43 mila tonnellate di materiali di pregio per un valore di 70,7 milioni (+23% in quantità e +35% nei valori).

Cresce l’export verso gli Usa. L’anno si è chiuso con un +2,3% nei valori esportati per oltre 371 milioni di euro di marmo, granito e lavorati. Le quantità sono invece in calo del 2,3%, per un totale di 226 mila tonnellate e una conseguente crescita di quasi il 5% del valore medio unitario dei prodotti esportati (pari oggi a 1.643 euro per tonnellate). Ed è un boom per i lavorati in marmo che hanno generato export per un valore pari a 257 milioni di euro (+16,7% rispetto al 2013).

Medio Oriente giù. L'export verso i paesi mediorientali ha avuto, nel 2014, un calo complessivo ma Kuwait, Emirati Arabi Uniti, Libano e Israele che importano materiali di qualità con valore medio unitario di 608 euro per tonnellata, per un valore complessivo di quasi 128 milioni di euro, segnando una crescita del +23%.

Cina stabile. Fa segnare invece un calo l'export verso la Cina, anche se la cifra assoluta resta molto elevata con 481 mila tonnellate(-9,8%) di materiali per un valore di 133,3 milioni di euro (+0,72%).

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