Finanza
Il Comune con Fialdini «Non controllava lui»
L’amministrazione nega la sua responsabilità: il custode era Massa Servizi Ma le famiglie dei defunti dispersi vogliono un risarcimento di 25 milioni
GENOVA. Il Comune di Massa contesta la sua chiamata a responsabile civile fatta dall'Associazione per la tutela dei defunti per la condotta dell'ex funzionario dei servizi cimiteriali Renzo Fialdini. Legata però alla partecipazione all'associazione a delinquere del dipendente pubblico, reato per cui Fialdini è stato assolto in primo grado. Ma in ballo ancora una volta in corte di appello. Del resto la cifra richiesta per il risarcimento del danno biologico è alta: chi si sente truffato (oltre 120 famiglie) chiede complessivamente 25 milioni di euro, somma che metterebbe in ginocchio il municipio. In primo grado la provvisionale accordata ha sfiorato il milione e mezzo.
Perché Fialdini secondo la ricostruzione fatta dall’avvocato Alessandro Bini, che rappresenta l’ente in questo procedimento, non sarebbe responsabile di quello che è successo? «Perché non era lui il controllore». Il legale ha tirato in ballo la convenzione con Massa Servizi (società con forte rappresentanza pubblica): «Veniva remunerata con 250mila euro all’anno per custodire il cimitero», un accordo che per l’avvocato «solleva Fialdini dal compito di controllore e quindi assolve le responsabilità del Comune». Enzo Fornesi, presidente di Massa Servizi, però testimoniando in primo grado aveva detto che loro si occupavano della riscossione e basta. Giustificazione che viene disattesa dal capitolato dell’appalto, ma i giudici gli avevano dato ragione non riscontrando reati nella condotta di Massa Servizi.
Bini comunque ha ribadito quello che aveva detto a Massa: «Il Comune si sente danneggiato dal comportamento di Euroservizi e da quello presunto del suo funzionario, lamentando con una perdita di quasi duecentomila euro, tra peculato e truffa. Somma che lievita sommando tutte le condotte contestate. «E per questo si è costituito parte civile». L’arringa è stato chiara anche su un altro aspetto: «In caso di condotta infedele di Fialdini l'amministrazione si sentirebbe parte lesa, perché l'ex funzionario avrebbe tradito il suo mandato. Se è vero quello che dice il pm Manotti nei confronti di Fialdini siamo di fronte a un'evidente rottura del rapporto organico».
Bini ne ha anche per le famiglie che chiedono un risarcimento all'amministrazione pubblica: secondo il legale «non tutte hanno la sicurezza della dispersione del proprio caro». Nel senso che le otto salme ritrovate nello scantinato del camposanto sono le uniche certe che non sono state cremate, nonostante siano state consegnate le urne con delle ceneri (di chissà chi). E ancora: «La tardiva costituzione di alcuni parenti, davanti al gup, ha impedito al Comune di partecipare agli incidenti probatori sulle intercettazioni». Limitandone l’azione-
Bini con la chiamata in causa di Massa Servizi ha dato un assist alla difesa di Fialdini. L’avvocato Adriano Martini invece ha voluto snocciolare numeri al collegio presieduto da Annaleila Della Prieta: «L'ufficio dei servizi cimiteriali nel 2007 era composto da due dipendenti, oggi da sei. Fialdini è un'ottima persona che io stimo: la sua partecipazione a quello che faceva Euroservizi non c'è. Il pm parte dall'idea di struttura aziendale. Alibani fa un errore a prendere in gestione il forno del Mirteto e a fidarsi di Enzo Raffaello Pucci. Aveva problemi economici Pucci, e nonostante la sua scarsa cultura si considerava un gestore di ramo d'azienda». Il delirio di onnipotenza di Pucci Martini lo evidenzia leggendo la trascrizione di alcune telefonate. «Non è detto che un'impresa che compie dei delitti sia un'associazione a delinquere. Che ruolo avrebbe avuto Fialdini la sentenza di primo grado lo liquida in due righe, perché non c'è nulla da dire. Il mio assistito per il pm ha agevolato Euroservizi consegnando al titolare un foglio sui capitolati di alcune gare di appalto. Tra queste quella dei servizi cimiteriali. Dov'è la prova che Fialdini ha dato ad Alibani quel documento? Non c'è. Ma è così evidente che Euroservizi è stata favorita? Le vengono tolti introiti, con la nuova gara nel 2006 prende 280mila euro all’anno, a fronte di 350mila che prendeva nel 1996». Il legale insiste: «È una bufala che la mancata segnalazione delle lamentele della gente abbia impedito la risoluzione del contratto. Il sequestro c'è stato nel maggio del 2007 e nonostante un sollecito al sindaco Roberto Pucci, al dirigente Cristina Rossetti e al legale Francesca Panesi la revoca è stata fatta nel 2008. Non era Fialdini che doveva revocare quell'incarico». Infine il vantaggio prodotto dalle attestazioni di Fialdini. «Quella dell'aprile 2008 lascia dubbiconclude Martini -: però si parla di gestione di salme e non del forno, sequestrato nel maggio 2007. Quel documento riferisce con esattezza il pensiero del Comune di Massa e Fialdini lo esterna. In quel periodo il dirigente del servizio era Santo Tavella e al pm ha detto di essere stato contattato in merito dal suo subalterno e che lui stesso avrebbe firmato. Il Comune tiene il piede in due staffe, non so perché ma lo fa, ma so che non aveva bisogno di Fialdini per farlo».
Danilo D’Anna
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