Sicurezza
Estorsione, il pm chiede l’archiviazione
L’avvocato Silvio Manfredi era stato accusato da una coppia di clienti, ora la decisione è del gip
MASSA. Tentata estorsione a una coppia di clienti: il procuratore capo Aldo Giubilato ha chiesto l’archiviazione per il noto avvocato Silvio Manfredi. Adesso si attende la decisione del gip al quale la controparte potrà presentare opposizione-
Una vicenda delicatissima destinata ad avere un altro epilogo giudiziario: il legale Silvio Manfredi infatti annuncia una querela per diffamazione nei confronti di quelli che ormai sono ex clienti.
Tutto prende le mosse da una storia dolorosa e da tutta una serie di cause giudiziarie che ne hanno fatto seguito.
Il figlio trentunenne della coppia, Ivo Guerrini e Donella Madrigali, morì in un incidente stradale nel ’98 a Marina di Massa e il padre, allora funzionario della Motorizzazione civile, si rivolse all’avvocato Silvio Manfredi affinchè seguisse la causa civile per il risarcimento danni. Una storia complessa e tutta da chiarire e una serie di altre cause: alla fine gli ex clienti hanno contestato a quello che era stato il loro legale il reato di estorsione. Secondo le accuse l’avvocato Manfredi dopo aver formulato la richiesta di 94mila euro, per prestazioni d’opera professionale di consulenza e di assistenza legale a favore di Ivo Guerrini e di Donella Madrigali, e di fronte al rifiuto della coppia che sosteneva di aver già versato in contanti e in assegni importi non scomputati dal difensore e quantificati in 150mila euro, mediante minaccia consistita nel prospettare di azionare le proprie pretese dinanzi al giudice civile, presentava cinque ricorsi per decreto ingiuntivo. Per complessio 165.500 euro.
Nell’avviso di conclusione indagini si rilevava che gli atti compiuti dall’avvocato Manfredi gli avrebbero procurato l’ingiusto profitto consistente nella percezione della somma di 136mila euro.
Il procuratore capo Aldo Giubilaro (titolare dell’indagien di cui si era occupato il pm Vito Bertoni prima di essere trasferito) sostiene, nero su bianco che: «Il Guerini non ha dimostrato - e visto il pagamento dei vari importi in contanti non è stato evidentemente in grado di farlo - di aver dato all’avvocato Manfredi la somma di 165.500 euro, sta di fatto che lo stesso Guerrini non ha offerto alcune elemento di riscontro alla sua tesi accusatoria».
E conclude: «Consegue dalla totale falsità delle affermazioni accusatorie del Guerrini l’assoluta infondatezza della tesi accusatoria e la necessità che il presente procedimento - si legge nel provvedimento del procuratore capo Aldo Giubilaro - non abbia alcun altro esito che l’archiviazione».
Adesso la decisione passa nelle mani del gip.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
