Il dolore
«Era un compenso, non un pagamento»
L’imputato Enrico Palladini è una cosa a sé. Lo aveva detto nella scorsa udienza il collegio, lo ha ribadito il suo legale, l’avvocato Dino Del Giudice, che ne ha chiesto l’assoluzione. Un unico...
L’imputato Enrico Palladini è una cosa a sé. Lo aveva detto nella scorsa udienza il collegio, lo ha ribadito il suo legale, l’avvocato Dino Del Giudice, che ne ha chiesto l’assoluzione. Un unico episodio coinvolge l'imprenditore funebre ed è Enzo Raffaello Pucci che punta il dito contro di lui: «I due si incontrano fuori dal cimitero, chiuso a quell'ora, e Palladini consegna all'operaio i resti di una salma che proveniva da fuori provincia - spiega Del Giudice -. Secondo l'accusa quella cremazione, di cui non c'è traccia nei registri, è stata fatta in nero, come richiesto dal titolare delle pompe funebri. Ma Palladini aveva fretta e si era fidato delle indicazioni di Pucci. E’ una persona onesta: cinquantuno operazioni ha fatto con Euroservizi e non è mai contro la legge». Il reato di corruzione, per la dazione di 150 euro, però è vicino a essere prescritto. La somma per Palladini era un compenso all’operaio per la promessa di celerità della cremazione, «che poi non aveva saldato perché non gli era stata inviata la fattura», ha concluso il legale.
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