Finanza
Apuafarma, si difendono i dipendenti sospesi
Nell’audizione nella sede della società gli impiegati dei servizi cimiteriali parlano per la prima volta dopo la scoperta del buco: quei soldi non li abbiamo presi noi
CARRARA. «Noi quei soldi non li abbiamo presi. Abbiamo fatto sempre le solite pratiche: il fatto è che gli uffici, in Apuafarma restano sempre aperti, non ci sono porte blindate e serrature».
È stata questa la linea difensiva dei due dipendenti di Apuafarma che sono stati sentiti, in audizione, nella sede dell’azienda alla presenza del loro avvocato. In sostanza i dipendenti hanno cercato di rimandare al mittente le accuse di ammanchi volontari nelle casse della partecipata, tirando in ballo anche errori nell’ambito delle procedure effettuate.
Sono state pronunciate ieri pomeriggio le prime parole, in merito alla vicenda, degli impiegati, sospesi dopo la scoperta di un buco di 394.000 euro nelle casse della partecipata (per la vicenda è stato presentato esposto contro ignoti in Procura dall’amministratore unico Fabrizio Volpi).
Una linea difensiva che sarebbe stata confutata dalla stessa azienda: a non coincidere è infatti il numero di pratiche (e relativi incassi) stipulate nell’ambito dei servizi cimiteriali e quelle consegnate nelle casse della società. Non solo, quello che è stato rilevato, e che avrebbe fatto scattare la sospensione, è anche la mancanza della emissione degli scontrini per i contratti emessi dall’ufficio i cui dipendenti sono stati sentiti ieri ad Apuafarma.
Una vicenda complessa e, sullo sfondo, lo scandalo di un buco da quasi 400.000 euro nelle casse di Apuafarma e, in particolare nel settore che riguarda la gestione dei servizi cimiteriali affidata alla società partecipata. I due dipendenti sono stati subito sospesi, con tanto di lettere di contestazione (relative a vari importi a partire dal 2008) e di addebito. Gli ammanchi, infatti, sarebbero stati volontari. E anche consistenti: dal 2008 ad oggi l’ammanco è di 394.000 euro.
Da qui la sospensione dei due dipendenti, in attesa che la Procura, e l’indagine in corso dai primi di febbraio, faccia il suo corso.
Ieri, dopo aver consentito al legale Cristina Nicolai, che rappresenta i due dipendenti, di prendere visione del materiale inerente la vicenda, c’è stata quindi la prima audizione, quella in cui si è tratteggiata la linea difensiva degli impiegati che, ad oggi, restano sospesi dal lavoro.
(a.v.)
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