Il Tirreno

Si spaccia per cugina di detenuta. Condannata

Era andata in carcere, a Massa, a trovare un amico (all’epoca dei fatti, nel novembre del 2012, detenuto) che le aveva scritto un toccante messaggio di condoglianze per la morte del marito. E nel...

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Era andata in carcere, a Massa, a trovare un amico (all’epoca dei fatti, nel novembre del 2012, detenuto) che le aveva scritto un toccante messaggio di condoglianze per la morte del marito. E nel foglio di autocertificazione, per accedere al parlatorio, si era qualificata come “cugina”. Per questo motivo è finita a processo, per falsa dichiarazione nell’autocertificazione, Eliana Brizzi (difesa dall’avvocato Carlo Boggi). Il pm aveva chiesto a suo carico la condanna a 2 mesi e 20 giorni, il giudice l’ha condannata a 1 mese, commutato in 7.500 euro, pena sospesa. In tribunale, davanti al giudice Cristina Ponzanelli, aveva rilasciato dichiarazioni spontanee proprio l’imputata. «Era la prima volta che andavo in carcere - ha spiegato - quando mi hanno dato il modulo ho dato retta a chi mi ha suggerito di scrivere che ero la cugina della persona che andavo a trovare in parlatorio. Ho sbagliato, questo sì, ma io sono una persona trasparente, ho fatto solo un errore di ingenuità».

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