Il Tirreno

Brucia campo rom, paura e treni fermi

Brucia campo rom, paura e treni fermi

Esplodono due bombole di acetilene, distrutte le roulotte, in venti passano la notte all’aperto. Linea ferroviaria in tilt

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MASSA. Hanno lasciato accesi una candela, un braciere e una stufa, poi se ne sono andati a dormire nelle loro roulotte. Come abitudine. Stavolta però qualcosa è andata storta e per poco i nomadi accampati dietro lo stadio degli Oliveti non ci rimettevano la vita. Un incendio di vaste dimensioni si è scatenato intorno alle quattro del mattino, le fiamme hanno divorato tutto, ma proprio tutto quello che hanno trovato in quest’area di quasi duemila metri quadri adibita a campo rom. Abusivo. Anche se questa gente da anni chiede al Comune di poter vivere in condizioni più dignitose: tra uomini, donne e bambini in tutto sono una ventina adesso gli sfollati. Ma davvero si può tirare un sospiro di sollievo perché alla fine si sono bruciate delle cose ma non è successo nulla di grave.

Ci sono volute tre autobotti dei vigili del fuoco e tanto lavoro da parte delle squadre dei pompieri che per la seconda notte di seguito hanno fatto le ore piccole per contrastare un rogo. Ma quello che è capitato agli Oliveti è stato peggio di quello successo ad Avenza. Per prima cosa c’erano delle persone: venti tra adulti e minori. Tra una miriade di cianfrusaglie i rom avevano anche accatastato un bel po’ di bombole di acetilene, che servivano ai capi per fare dei lavoretti nello spiazzo davanti alle roulotte. Un paio di queste sono esplose per il calore ma a parte la paura non hanno causato grossi danni. Quelle intatte però potevano provocare un botto tremendo e per questo i vigili del fuoco hanno contattato il compartimento regionale di Trenitalia chiedendo di bloccare la linea ferroviaria Pisa-La Spezia, perché i binari scorrono a ridosso dell’accampamento. Risultato? Un’ora di stop, dalle 5.10 alle 6.10, tra Massa e Sarzana. Nel blocco sono rimasti coinvolti sei convogli: due Intercity che hanno registrato ritardi tra i 20 e 30 minuti e quattro regionali (due sono stati cancellati tra Viareggio e Massa Centro e gli altri due hanno registrato ritardi di 15 e 50 minuti).

Mentre gli idranti aggredivano gli ultimi focolai e l’alba ormai aveva fatto capolino, gli inquilini dei camper si dileguavano, più per non intralciare che altro. Sono tornati qualche ora dopo per cercare di prendere le poche cose che erano rimaste. «Non abbiamo più niente - hanno detto a quelli della scientifica e ai vigili urbani -. Tutto è andato distrutto. Qui non era un granché ma almeno avevamo un riparo, adesso non sappiamo davvero dove andare». La comunità è stata raggiunta da Marcello Zuinisi, rappresentante di Nazione rom, che ha chiesto all’amministrazione comunale di farsi carico degli sfollati: «Abbiamo contattato il sindaco Alessandro Volpi e la prefettura chiedendo l'immediata apertura di una casa di accoglienza per tutte le famiglie del campo. Il rispetto degli accordi quadro strutturali europei e della strategia nazionale di inclusione dei rom, dei sinti e dei caminanti sono le condizioni basilari e imprescindibili per uscire dalla crisi in corso e ripristinare regole ed umanità». Il consigliere comunale Stefano Benedetti invece ha scritto al primo cittadino chiedendo la chiusura di tutti gli accampamenti abusivi che ci sono in città per motivi di incolumità pubblica.

Le fiamme hanno risparmiato un’azienda di materiale edile che si trova proprio a contatto dell’area occupata senza titolo dalle roulotte. I titolari della ditta avevano più volte segnalato la presenza dei nomadi e la pericolosità di quel sito per lo stoccaggio senza alcun criterio delle bombole di acetilene. Nessuno però li aveva ascoltati, almeno fino alla scorsa notte.

Danilo D’Anna

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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