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Badante sott’accusa per furto ma il giudice la assolve

Badante sott’accusa per furto ma il giudice la assolve

MASSA. La badante, una donna di 44 anni originaria della Romania, era finita davanti al giudice Cristina Ponzanelli, con l’accusa, pesante, di aver derubato l’anziana ex insegnante a cui si era...

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MASSA. La badante, una donna di 44 anni originaria della Romania, era finita davanti al giudice Cristina Ponzanelli, con l’accusa, pesante, di aver derubato l’anziana ex insegnante a cui si era offerta di fornire assistenza per un breve periodo, dopo un’operazione che aveva debilitato l’anziana. È stata assolta (era assistita dall’avvocato Luca Molinari) “per non aver commesso il fatto”: perchè, cos’ ha motivato il giudice, la donna non era l’unica ad aver accesso al bancomat dell’anziana.

Alla badante veniva contestato di aver fatto sparire i soldi dal conto corrente della sua assistita attarverso prelievi del bancomat che la donna le consegnava per farle la spesa. Un giorno l’anziana era stata chiamata dalla banca perchè, così ha raccontato davanti al giudice, il contro corrente era in rosso. E allora la signora aveva cominciato, con l’aiuto dell’estratto conto della banca, a ripercorrere quelle ultime settimane, da quando la badante romena era entrata nella sua vita.

«Abbiamo scoperto che ogni giovedì, quando andava a farmi la spesa alla Coop, prelevava per lei 250 euro - aveva riferito la donna - Io mi ero accorta che ogni volta che veniva cambiava un vestito ma all’inizio, forse anche perché frastornata da tutto quello che mi era successo, non ci avevo fatto troppo caso».

La badante era quindi finita a processo, difesa dall’avvocato Molinari. Il legale ha puntato a dimostrare, durante l’udienza, che non esisteva un rapporto di lavoro fra l’anziana e la sua assistita. Nessun contratto, nessun impegno fisso: secondo il legale era la giovane romena ad aver acconsentito ad andare una volta alla settimana a fare compagnia alla ex insegnante e si era pure offerta di farle la spesa.

Ma, così è stato sottolineato in aula, non era l’unica ad aver accesso a quel bancomat e a quel codice. Per la badante è quindi arrivata l’assoluzione.

(a.v.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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