La protesta
La pizza “Boscaiola” primeggia in Europa Con prodotti locali
La storia di Alessio Bertolucci che dedica l’affermazione ai carraresi alluvionati e apre un locale a Massa
MASSA. La pizza “massese” spopola in Europa. Con una ricetta vincente a base di prodotti a chilometri zero, cioè provenienti dal territorio apuano.
Alessio Bertolucci si aggiudica il terzo posto al campionato europeo di Pizza, gara a caratura europea, organizzata dalla scuola italiana di pizzaioli di Caorle (associazione che tra l'altro organizza da anni il campionato mondiale). La finale della gara si è svolta lunedì scorso ad Amburgo ed ha visto concorrenti provenienti da tutta Europa. Inutile a dirlo, i premiati sono stati tutti di nazionalità italiana: la qualità delle maestranze nazionali è ancora forte.
Quest'anno a dare risalto alla nostra zona, le Apuane, ed ai suoi prodotti tipici è stato il pizzaiolo Alessio Bertolucci, presentando la pizza intitolata “La Boscaiola”, in onore alle eccellenze gastronomiche del nostro territorio. Con questo nome, Alessio ha voluto anche fare un omaggio ai carraresi (ispirandosi al monumento del Buscaiol di Marina di Carrara che ricorda i lavoratori del porto). «Vorrei dedicare la pizza a tutti i nostri cugini carraresi» – dice il pizzaiolo – «che in questo periodo sono stati fortemente colpiti dall'alluvione e da tante difficoltà metereologiche». La pizza, infatti, è un vero e proprio omaggio ai nostri prodotti locali, è una pizza a chilometro zero. Lardo di Colonnata, Salsiccia massese, pecorino stagionato toscano ed un mix di funghi sono gli elementi base che compongono la ricetta che è stata apprezzata e valutata positivamente da tutti gli addetti ai lavori ad Amburgo. Unico elemento non locale è stata la crema di tartufo, che ha dato un tocco di raffinatezza ad una pizza eccellente.
Ancora una volta la genuinità dei prodotti e l'attaccamento alle proprie origini premia. «Ho ricevuto molte offerte di lavoro anche all'estero» dice ancora Alessio «ma continuo a restare molto attaccato alla mia terra ed alle mie origini. Ho piacere che mia figlia cresca ed apprenda i valori tipici di noi apuani: duri ma dal cuore tenero».
Trentanove anni, un sorriso gioviale, Alessandro racconta: «Ho iniziato a fare questo mestiere per rimboccarmi le maniche anni fa, quando sono stato lasciato a casa, licenziato, diciamolo, da una grossa azienda massese presso cui ho lavorato per oltre dieci anni. Ho iniziato a fare corsi di formazione e ad appassionarmi a questo lavoro. Dopo tanti sacrifici e tanto lavoro, oggi mi godo delle piccole ma grandi soddisfazioni che mi sta dando. A breve aprirò un nuovo locale a Massa, che si chiamerà "Pizzami", dove spero di poter riproporre con ugual successo la pizza di Amburgo».
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