Sicurezza
«In parte incapace di intendere»
Parla lo psichiatra del quarantenne accusato di violenza sessuale
MASSA. Lei lo accusa di averla violentata, nella notte romantica per eccellenza, San Valentino. E sostiene di conoscere appena quel quarantenne.
Lui, Davide Corazzini, difeso dall’avvocato Enzo Frediani, spiega che quello del 14 febbraio 2013 non era un incontro casuale: tra i due - riferisce - c’era una relazione ed entrambi quando facevano sesso amavano usare le maniere forti.
La fatidica sera di San Valentino i due si incontrano in un locale di Marina, poi - sostiene l’accusa - la violenza nei confronti della donna. Ieri mattina, di fronte ai giudici Giovanni Sgambati (presidente del collegio), Elisabetta Congiusta e Sara Farini, sfilano alcuni testi della difesa. In aula lo psichiatra Ernesto Dazzini, consulente della difesa, appunto. Il medico spiega che l’imputato, all’epoca dei fatti contestati, viveva una situazione psicologica difficile, tale da limitarne la capacità di intendere e di volere. Lo psichiatra ha parlato, infatti, di «parziale capacità di intendere».
È proprio questa “limitazione” una delle carte che si sta giocando la difesa. Non solo: secondo l’avvocato Frediani in istruttoria, dalle dichiarazioni dei testimoni, sono emersi elementi importanti che confermano l’esistenza di una relazione tra l’imputato e la donna che lo ha denunciato. In particolare un’amica di famiglia ha raccontato di una cena a cui ha partecipato anche la ragazza: «Si vedeva - ha spiegato in aula - che erano intimi».
E proprio su questo la difesa conta di giocare la partita: chiama, infatti, in aula altri quattro testimoni, persone a cui Corazzini ha fatto confidenze, a cui avrebbe riferito della relazione con la ragazza. Insomma conoscenti che potrebbero rafforzare la tesi difensiva sostenendo che i due facevano coppia da un po’.
La prossima udienza è fissata il 27 maggio quando sfileranno i quattro nuovi testimoni chiamati dall’avvocato Enzo Frediani.
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