Il dolore
«Centro storico spoglio commercio in agonia»
Federica Fumanti (Confesercenti Lunigiana): abbiamo risorse non valorizzate per salvare il settore si è costretti a puntare solo sui turisti attirati da Medievalis
PONTREMOLI. Siamo ormai vicini alla primavera da un punto di vista meteorologico ma per quanto concerne invece il rilancio economico siamo ancora in pieno inverno. Almeno è questa l’analisi di Federica Fumanti la Presidente dell’Area Lunigiana della Confesercenti che con amarezza sottolinea “purtroppo la tanto sbandierata “ripresa” di cui si sente parlare in continuazione in televisione non ha ancora fatto capolino sul nostro territorio”. Infatti questi due mesi e mezzo del 2015 in Lunigiana non hanno ancora provocato la tanto attesa svolta economica e il commercio nel nostro territorio è ancora stagnante “stiamo provando – sottolinea la Fumanti – a ridare vitalità ad una realtà asfittica che ha bisogno di nuova linfa ed ossigeno per uscire da una fase difficile dell’economia. Purtroppo si tratta di iniziative, come eventi gastronomici e sociali, che riscuotono anche un buon successo di partecipazione ma che si fermano all’iniziativa in sé”. E tra le criticità che la Fumanti individua c’è anche il fatto che nonostante qualche nuovo negozio si apra, questi si vadano a sovrapporre a realtà già esistenti andando semplicemente a dividersi un’utenza già molto frastagliata. Una situazione quindi decisamente non molto positiva ma che lascia qualche spiraglio in più per quanto concerne la realtà specifica di Pontremoli “qualcosa nel commercio della “città del libro” si sta muovendo”. Certo si tratta di piccole cose ma dopo anni in cui la realtà economica pontremolese era in grossa difficoltà è un dato davvero significativo. In particolare lo sprizzo di ottimismo manifestato dalla Fumanti è concretizzato sul prossimo futuro “ora aspettiamo la primavera che solitamente per la Pontremoli e per la Lunigiana tutta porta movimento turistico ed economico. Quindi speriamo che arrivi il turismo, da parte degli stranieri e di chi ha la seconda casa, e passa le vacanze nel nostro territorio e che solitamente porta movimento economico rilanciando la nostra economia”. Quindi insomma una riflessione che ha soprattutto ombre ma non manca di qualche piccola ombra. Concetti che in parte trovano riscontro anche parlando con alcuni commercianti del centro storico pontremolese che chiedono anche una maggiore responsabilità della politica e in primo luogo delle amministrazioni locali “ci vuole una progettualità, un’idea per far sì che si ritorni ad investire nei centri storici. Luoghi che tutti ci invidiano e noi non rischiamo a valorizzarle, con un centro storico spoglio, senza negozi, senza attività commerciali e tenuto in maniera non consona” .Perché Pontremoli ha tante attrattive potenziali, basta saper indirizzare il turista e la risposta, come ha insegnato Medioevalis che ha avuto un successo oltre le più rosee aspettative, quasi sempre arriva.
Riccardo Sordi
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