Il Tirreno

Via Mascagni e il ponte della discordia

di Chiara Sillicani
Via Mascagni e il ponte della discordia

Le critiche: lavori inutili se non si pulisce il fiume. Berti: pronti i progetti per gli argini, e per l’altro ponte sul Lungomare

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Sul ponte di via Mascagni, quello all’altezza del parco dei conigli, le ruspe hanno acceso i motori. Quel ponte è troppo basso e se dovesse arrivare una piena duecentennale, davvero non reggerebbe il colpo. Marina aspetta da quattordici anni, eppure con gli operai, puntualissime, si presentano sul ponte anche le polemiche. Perché per qualcuno i 960mila euro arrivati dritti dritti da Firenze per abbattere la struttura e rifarla ex novo, avrebbero potuto essere destinati ad altro: Stefano Benedetti (consigliere di Forza Italia) le sue perplessità le ha messe nero su bianco in un esposto. Assicura che il ponte avrebbe potuto essere sollevato con martelletti idraulici: meno fatica, meno spesa. Al consigliere fanno eco parecchi marinelli: guardano verso l’orizzonte e si convincono che metter mano al ponte di via Mascagni a poco serve - lo ribadisce anche Giuseppe Ianni - se non arriva la draga, se non si rimuovono i detriti lungo l’alveo del Frigido, dall’obelisco di viale Vecchio alla foce. Se non si inaugura un cantiere anche sul ponte parallelo, ad un tiro di schioppo, sul Lungomare. Insomma, il concetto è chiaro: si spende poco meno di un milione di euro (soldi pubblici) per realizzare un’opera che il rischio di allagamento su Marina non lo riduce, se non in minima parte.

Così, dopo 14 anni di attesa (il primo finanziamento regionale per realizzare le opere risale al 2001), l’amministrazione dà il via ai lavori sotto una pioggia di contestazioni.Uilian Berti, vicesindaco con delega ai lavori pubblici, non ci sta e fa del cantiere su via Mascagni la bandiera di un’amministrazione «impegnata nella lotta al dissesto idrogeologico e nella messa in sicurezza del territorio». Berti non si nasconde dietro un dito: «Sappiamo bene - ammette - che l’opera in corso non annulla, da sola, i rischi per Marina. Lo sappiamo così bene - incalza - che abbiamo chiesto, e ottenuto, dalla Regione, nell’ambito del piano di difesa suolo, il finanziamento per la progettazione delle nuove arginature nel tratto pianeggiante del Frigido e - eccoci al clou - per rialzare il ponte sul Lungomare». La logica è chiara: quest’anno Massa chiede soldi per progettare, il prossimo anno, con un progetto esecutivo e cantierabile in mano, chiede a Firenze il denaro soldi per realizzare le opere. Servono 6 milioni, ma l’amministrazione non demorde e punta sugli stralci: finanziamenti diluiti negli anni per rifare gli argini e alzare il ponte sul Lungomare. I lavori su via Mascagni rappresentano quindi - nell’idea di Palazzo civico - il primo step di un più ampio percorso: «Il finanziamento regionale c’è dal 2001 quando Firenze mise a disposizione 1 miliardo e mezzo di vecchie lire, diventate oggi, con successivi incrementi, 900mila euro». A mettere i bastoni tra le ruote per anni ci ha pensato il Sir, poi Sin: per muovere anche un solo granello servivano decine di autorizzazioni e complesse procedure. Adesso le carte sono cambiate e i lavori partiti: «Il ponte va rifatto - chiude Berti - e non solo per questioni di altezze, ma perché deve essere eliminato il pericoloso pilone centrale che ostacola il deflusso delle acque». L’amministrazione, però- parola di Uilian Berti - si sta muovendo anche su altri fronti: «I detriti di marmo sull’alveo sono materiale derivante da estrazione, soggetto alla complessa normativa sulle attività minerarie. Abbiamo chiesto alla Regione, nonostante le competenze siano provinciali, di assumere il ruolo di soggetto attuatore e poter provvedere al dragaggio. Non solo, il Comune ha chiesto procedure più snelle, simil Carrione, per dare il via libera alle ditte che il dragaggio lo farebbero a costo zero. Anzi, pagherebbero persino: il materiale calcareo in alveo è preziossissimo. Le richieste dell’amministrazione sono sulla scrivanie della Regione da qualche giorno. Un sì potrebbe significare dragaggio e alveo libero. Senza dimenticare la partita - aperta - per alzare il ponte sul Lungomare.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Tasse, Tari, Imu e multe: da oggi parte la rottamazione degli arretrati – Come fare domanda subito

di Redazione web