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il caso

Si accoltella in piazza e finisce a processo

MASSA CARRARA. Il pubblico ministero aveva chiesto una pena di quattro mesi, il suo avvocato aveva detto di essere pronto a patteggiare. Il giudice Fabrizio Garofalo, dopo aver chiamato le parti, ha...

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MASSA CARRARA. Il pubblico ministero aveva chiesto una pena di quattro mesi, il suo avvocato aveva detto di essere pronto a patteggiare. Il giudice Fabrizio Garofalo, dopo aver chiamato le parti, ha risolto il caso assolvendo l’imputato. Alla sbarra c’era un cinquantenne con qualche precedente alle spalle, ma questo processo davvero non lo meritava perché il reato contestato, porto abusivo di armi, suonava come una beffa. L’uomo quell’arma, un coltello con una lama importante, l’aveva usata per squarciarsi l’addome, come gesto estremo per convincere la moglie a tornare insieme a lui. Si sarebbe inferto un altro colpo se non lo avessero fermato due passanti. Invece ieri aveva una gran voglia di vivere perché aveva sconfitto quella brutta bestia della depressione.

Il caso è successo un paio di anni fa nella provincia apuana (non riveliamo né luogo né nomi per motivi di privacy): il cinquantenne si era separato dalla moglie per volere di lei. Aveva perso il lavoro e i due non andavano più d’accordo da tempo. Ma lui voleva stare con lei. Così una sera è andato sotto le finestre di casa e l’ha chiamata, le ha fatto una sorta di dichiarazione d’amore davanti a tutti. Lei stufa delle sue false promesse però ha ribadito il suo no e lui per tutta risposta ha preso il coltello e se lo è conficcato per tutta la lunghezza della lama nella pancia. Un colpo che poteva essere mortale, invece fortuna ha voluto che non ha leso alcun organo vitale. Il cinquantenne però era intenzionato a farla finita e quindi stava per vibrare un secondo colpo, ma la mano è stata disarmata da un passante che con un balzo gli è piombato addosso.

Quel suo gesto non era passato inosservato alle forze dell’ordine, che avevano scritto un verbale. E siccome c’era l’arma e un dissidio per una separazione la procura è intervenuta: indagando il cinquantenne per porto abusivo di armi. Da qui il rinvio a giudizio e il processo. Che si è concluso con l’assoluzione. Senza beffa per lui,il minimo che potesse accadere. (d.d.)

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