Il Tirreno

Le sarte di ieri e di oggi «Cucinelli è molto selettivo»

Le sarte di ieri e di oggi «Cucinelli è molto selettivo»

CARRARA. L'appello di Brunello Cucinelli ha toccato nel vivo i sarti di ieri e di oggi. «Ha ragione trovare oggi un sarto “finito” è più difficile» commenta Mary Almarcegui, pensionata della D'Avenza....

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CARRARA. L'appello di Brunello Cucinelli ha toccato nel vivo i sarti di ieri e di oggi. «Ha ragione trovare oggi un sarto “finito” è più difficile» commenta Mary Almarcegui, pensionata della D'Avenza.

«E' più selettivo di quanto vuol sembrare e preferisce le romene...sono più brave» racconta Chiara Falcinelli, sarta diplomata alla Cna. C'è chi le parole di Brunello Cucinelli le ha lette “filtrate” dal giornale e chi invece le ha ascoltate “in diretta”, dalla platea di “Crea in rete”: l'effetto è stato praticamente lo stesso perchè nessuno, tra gli addetti ai lavori, è rimasto indifferente. Chiara Falcinelli è una delle 10 sarte diplomate al corso Cna e sabato mattina era in prima fila, alla Imm, per ascoltare l'intervento del re del cachemire davanti alla platea di Crea in Rete: «Ha detto le solite cose che ha sempre detto e ha anche ragione solo è più selettivo di quanto vuol sembrare» spiega la “neo sarta”.

Lei a questo lavoro si è davvero appassionata e, dopo il corso, ha trovato un impiego part time presso un'azienda locale e si sta “organizzando” per mettersi in proprio: «So che qualcuno del mio corso ha inviato il curriculum a Solomeo ma è stato scartato...là preferiscono le sarte romene e hanno ragione sono più brave», spiega Chiara Falcinelli senza nemmeno la più vaga punta di razzismo ma rilevando, oggettivamente, che in quel paese «c'è una cultura sartoriale radicata e le ragazze crescono con ago e filo in mano». Quando al corso, secondo la neo sarta, si è trattato di una «buona infarinatura, di un punto di inizio...ma creare un capo ex novo è tutta un'altra cosa».

E se tra i trentenni c'è chi prova a ritagliarsi uno spazio nel mondo della sartoria, tra gli over-60 c'è chi da quel mondo è uscito, dopo una lunga esperienza in fabbrica. E' il caso di Mary Almarcegui, ex dipendente della D'Avenza: «La nostra era una fabbrica altamente qualificata dove si facevano lavorazioni sartoriali in serie».

Ognuno allora aveva una mansione: «Io facevo le tasche.... ero bravissima» racconta l'ex sarta spiegando che nonostante l'imprinting industriale i dipendenti erano specializzati. Quanto all'appello del re del cachemire, Mary non ha dubbi: «Qui troverà più marmisti e cavatori.... nel settore della sartoria c'era solo la D'Avenza» scherza, ammettendo che in effetti «Oggi trovare un sarto finito è difficiile e quelli che ci sono, sono tutti avanti con l'età».

E questo, spiega l'ex sarta, oggi attivista dello Spi-Cgil, perchè «nonostante le richieste del sindacato di avviare corsi di formazione, le istituzioni non ci hanno mai ascoltato. E' mancata la lungimiranza». In fondo, dice un po' sottovoce la pensionata, «anche se ora si lamenta, Cucinelli è venuto qui perchè c'era la D'Avenza e sapeva che avrebbe trovato personale qualificato. E' mancato il ricambio generazionale...deve essere lui ora a organizzare i corsi di formazione».

E da buona sindacalista Mary Almarcegui non rinuncia alla frecciatina: «Noi siamo pronti ad aiutarlo ma lui non cerchi scuse per non assumere»

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