Il dolore
Il saluto del Sole nero alla primavera
Il 20 marzo intorno alle 9,30 l'oscuramento: ecco le precauzioni da seguire per l'osservazione
MASSA. Chissà come la fotograferà AstroSamantha, che ormai da mesi racconta con le immagini e con i tweet la sua fantastica avventura sulla Stazione spaziale internazionale dove lei - ingegnere, capitano pilota dell’Aeronautica militare e prima astronauta donna italiana nello spazio - resterà fino a maggio. Secondo i calcoli la Iss, cioè la stazione orbitante, transiterà davanti al Sole proprio in concomitanza con l’eclissi. Sarà senza dubbio un altro spettacolo da togliere il respiro visto dalle finestre della Iss, attraverso le quali gli astronauti - ancora una volta - si troveranno di fronte alla potenza della natura.
Una mattinata diversa. L’eclissi di sole di venerdì 20 marzo - al mattino fra le 9 e 16 minuti e le 11.42 - sarà totale nell’estremo nord del nostro emisfero (il disco solare sarà completamente oscurato alle isole Svalbard e alle isole Faroer, tanto per citare due terre emerse) e parziale alle nostre latitudini. Sarà un un evento che per alcuni aspetti può definirsi eccezionale. Si tratta infatti di una eclissi molto particolare, che va a coincidere con l’equinozio di primavera, quando la durata del giorno e della notte si equivalgono; secondo le tabelle, l’equinozio si concretizzerà con l’inizio della primavera astronomica alle ore 22.45 Utc - tempo coordinato universale, cioè il fuso orario di Greenwich, un’ora indietro rispetto al nostro - di venerdì, vale a dire diverse ore dopo la conclusione dell’eclissi. Una circostanza - l’eclissi di sole e l’inizio della primavera - che non si verificava da oltre tre secoli, esattamente dal 1662.
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Fine della notte polare. L’eclissi coincide poi con la fine della notte polare: il Sole tornerà cioè a illuminare le terre artiche dopo sei mesi di assenza. E il tutto accade nell’anno in cui è prevista una Super-Luna rossa per il 28 settembre, quando si verificherà anche una eclissi di Luna totale visibile dall’Italia. Secondo le stime della Nasa, la Super-Luna - che si verifica quando il satellite è al perigeo (cioè più vicino alla Terra) appare più grande del 14% rispetto alla normale visione del satellite dal nostro pianeta e del 30% più luminosa. Venerdì, in presenza dell’eclissi parziale di Sole, avremo la Luna nuova, a una distanza di circa 357mila chilometri.
Il tris sul web. L’ eclissi nel giorno dell’equinozio di primavera, la fine della notte polare e la Super-Luna rossa (che verrà fra qualche mese) hanno scatenato sul web molte fantasie e concorso alla formazione di parecchie bufale. Come quella che l’eclissi di venerdì provocherà praticamente ovunque black-out elettrici a catena. Oppure che il tris astronomico altro non sarebbe che un posticipo della profezia Maya secondo la quale il 21 dicembre 2012 doveva avvenire la fine del mondo, spirituale e materiale. Una profezia - rimasta tale - a supporto della quale si è scomodato anche Nostradamus, che a proposito di Luna Rossa fa riferimento ad un terremoto, al Sole che diventa nero mentre la Luna si tinge del colore del sangue. Secondo alcuni, si parlerebbe della venuta del terzo Anticristo. Nulla di tutto questo - né la profezia Maya né la venuta dell’Anticristo - si è mai verificato e quello che accadrà nella giornata di venerdì 20 marzo 2015 altro non saranno che coincidenze scientifiche.
Se di black-out si vuol proprio parlare, bisogna fare riferimento a Terna che in concomitanza con l’eclissi staccherà per 24 ore gli impianti fotovoltaici ed eolici oltre i 100 kiloWatt in realazione alle procedure di sicurezza della rete nazionale di distribuzione dell’energia elettrica.
In Italia e in Toscana. L’eclissi di Sole, in Italia, e in gran parte dell’Europa sarà parziale. Da noi sarà comunque compresa - per quanto riguarda l’oscuramento - fra il 40 e il 67 per cento (rispettivamente a Reggio Calabria, 41%, e ad Aosta, 67%). In Danimarca, Belgio e Olanda l’oscuramento potrà invece raggiungere l’80% e la temperatura esterna potrà diminuire fino a tre gradi centigradi, con diminuzione della velocità del vento. In Toscana, secondo le previsioni del Lamma, la giornata di venerdì sarà caratterizzata da fenomeni nuvolosi, per cui in alcune zone, durante la mattinata, l’eclissi - l’unica solare visibile dalla penisola in questo 2015 - potrebbe anche non essere osservabile. L’eclissi del 20 marzo durerà complessivamente circa un paio d’ore. Il clou si avrà alle 10.32 a Milano, alle 10.31 a Roma e alle 10.26 a Palermo. In Toscana il riferimento sulle tabelle ufficiali è Firenze: l’eclissi avrà inizio alle 9, 24 minuti e 27 secondi. Il massimo sarà alle ore 10, 32 minuti e 22 secondi, con una copertura del disco solare pari a poco più del 59%. La fine dell’eclissi sarà alle 11, 44 minuti e 8 secondi.
Precauzioni per l’osservazione. Ma come, nuvole permettendo, potremo osservare l’eclissi? La raccomandazione è quella di non farlo ad occhio nudo. Ma neppure di utilizzare i rimedi fai-da-te, come il vetrino affumicato oppure le due paia di occhiali da sole sovrapposti. Si potranno invece utilizzare occhiali da saldatore con un indice di protezione pari a 14, oppure occhialini che usano materiali come il mylar o l’astrosolar (uno speciale composto polimerico in pellicola) in grado di proteggere la vista. Idem per binocoli e telescopi. «L’eclissi è un fenomeno che dura abbastanza a lungo - spiegano ancora all’Uai - e c’è tutto il tempo per poterla immortalare, Mano a mano che l’eclissi avanza occorrerà ridurre i tempi di posa fino a circa la metà durante il massimo, che varia da zona a zona, ma che sarà intorno alle 10.30».Comunque il consiglio degli astrofili è quello di coprire l’obiettivo della fotocamera con un filtro adeguato, impostando la più grande lunghezza focale possibile e usando alte velocità di scatto per evitare foto mosse mentre il disco solare viene “mangiato” dalla Luna.«Un evento da non perdere - ha sottolineato Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope e coordinatore del Planetario di Roma che trasmetterà l’evento in streaming - anche perché è poco frequente da vedere. In Italia bisognerà aspettare fino al 2022, con una copertura del disco solare inferiore a quella prevista per venerdì». In Italia le altre eclissi parziali risalgono dall’agosto 1999 e, più di recente, al gennaio 2011.
L’anno astronomico. Quest’anno, comunque, dal punto di vista astronomico si presenta molto interessante. Si è aperto all’insegna della cometa Lovejoy che visibile a partire da Natale, è stata “padrona” del cielo di gennaio. E altre due comete potrebbero diventare visibili a occhio nudo nel corso dei prossimi mesi. Il 24 gennaio c’è stata poi una tripla eclissi su Giove da parte dei suoi satelliti Io, Callisto ed Europa, mentre il 23 maggio Saturno sarà in opposizione al Sole, al picco di visibilità, e il 5 giugno Venere sarà al massimo della sua visibilità serale. È anche l’anno delle stelle cadenti: gli sciami delle l Perseidi, in agosto, e delle Geminidi in dicembre, si verificheranno senza l’ingrombro luminoso della Luna.
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