Il Tirreno

Massa Carrara, i corsi sartoriali di Cna fanno il boom

Cinzia Chiappini
Una sarta al lavoro (foto di archivio)
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Una sarta al lavoro (foto di archivio)

Il direttore Vallomini: Abbiamo potuto formare solo 12 delle 80 persone che avevano presentato la domanda perché i costi da sostenere sono alti

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CARRARA. Ha organizzato uno degli ultimi corsi di formazione per sarti artigianali tenuti nel nostro territorio, qualificando 12 donne con un titolo riconosciuto anche a livello europeo e ovviamente non è rimasto insensibile all'appello lanciato sabato scorso dal re del chachemire, Brunello Cucinelli, che dal palco di “Crea in Rete” ha lamentato che «nei dintorni» della sua D'Avenza, «non c’è una cultura sartoriale».
E in effetti, Roberto Valle Vallomini, responsabile settore formazione Cna e direttore del corso per “sarta artigianale” avviato nel 2014 dalla sua associazione, ammette che il fondatore di fondatore del “sogno” di Solomeo ha ragione: «Prima del nostro erano stati fatti corsi per sarti industriali che non rispondevano alle esigenze del mercato, Cucinelli ha ragione, devono essere finanziati corsi che diano sbocchi corrispondenti ai bisogni reali» afferma Vallomini.

Il problema, ovviamente, sono le risorse: al corso organizzato da Cna nel 2014 hanno partecipato 12 ragazze a fronte di 80 domande di accesso. Ancora oggi nei cassetti dell'associazione vengono conservati una quarantina di moduli, presentati da altrettanti aspiranti sarti: «Con questa crisi molti non riescono a pagarsi da soli i corsi e quindi sono costretti a rinunciare. Come Cna abbiamo segnalato la necessità di rifare corsi, in particolar modo per sarti artigianali ma gli enti pubblici dovrebbero fare di più per trovare delle risorse» spiega il dirigente di Cna, secondo il quale «se la provincia mettesse a disposizione dei cofinanziamenti, per coprire parte delle spese, potremmo avviare un nuovo corso anche nel giro di una settimana».

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Il modello, spiegano dall'associazione di categoria, è quello dell'esperienza fatta nel 2014, con 12 ragazze: «Siamo partiti dall'abc per arrivare al confezionamento completo dell'abito» racconta Vallomini. Non a caso, gli abiti confezionati dalle sarte uscite dal corso di Cna, sono stati protagonisti di una vera e propria sfilata d moda, composta di diversi capi, dal tailleur all'abito da sera. A ulteriore riprova dell'efficacia di quell'esperienza, Cna ricorda che tutte le 10 sarte uscite dal corso (due hanno abbandonato strada facendo) hanno trovato un lavoro nel settore nel giro di sei mesi, assunte alle dipendenze di un'attività già avviata o aprendo un laboratorio in proprio. E in risposta all'appello del re del cachemire, Vallomini lancia una doppia sfida: «Se Cucinelli ci contatterà saremo ben lieti di fornirgli i contatti delle nostre sarte e se dovesse aver bisogno di più manodopera sappia che qui a Cna abbiamo sia il know-how che la struttura per organizzare nuovi corsi».
Non a caso, a tenere il corso per sarte artigianali, è stata la maestra Maria Grazia Crucitti, titolare della “Scuola alta moda sartoriale” di Massa, che si è fatta le ossa proprio alla D'Avenza: «Ho lavorato in quell'azienda per 10 anni e poi mi sono messa in proprio...dalla mia scuola escono sarti in grado di fare qualsiasi tipo di lavoro, anche le mansioni richieste da Cucinelli» garantisce la “maestra”.

«Vedo tanto interesse anche nelle ragazze più giovani, il problema è pagarsi i corsi in tempi sicuramente difficili» conferma, sottolineando - anche lei – la necessità di organizzare corsi davvero qualificanti e in grado di sfornare professionalità richieste sul mercato. Quanto poi all'idea di una scuola di Solomeo in versione “carrarese”, Maria Grazia Crucitti ammette: «Amo lavorare in proprio ma se Cucinelli me lo chiedesse potrei decidere di insegnare per formare le sue sarte».

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