Il Tirreno

Addio Claudio, il giornalaio dell’ospedale

Ceccarelli aveva 50 anni e da mesi combatteva contro la malattia. Questa mattina il funerale

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MASSA. Una brutta malattia lo aveva colpito circa due anni fa, ma lui ha combattuto con tutte le sue forze per sconfiggerla. Sembrava esserci riuscito, poi però le sue condizioni si sono aggravate: Claudio Ceccarelli da tutti conosciuto e amato come il "giornalaio dell'ospedale", domenica notte se n'è andato a soli 50 anni. In tanti quando hanno saputo della sua scomparsa hanno pianto, persone da passavano quasi ogni giorno dall’edicola per sapere come stava Claudio. Da un po’ di tempo però le novità non erano buone, anzi erano sempre più tristi.

Ceccarelli era stato ricoverato nel reparto di medicina uomini, da tempo lottava contro un male che l'aveva lasciato debilitato e semi paralizzato. Conosciutissimo in città - prima suo padre Francesco e poi lui - da più di cinquanta anni erano proprietari dell'edicola in via Prado (ceduta qualche anno fa per motivi di salute) in fondo alla salita dell'ospedale e tutti i giorni vendevano i giornali all'interno di tutto il nosocomio. Erano amici di chi stava male.

L'intero staff medico ed infermieristico lo ricorda con amore, perché Claudio era una persona buona sempre disponibile e generoso con tutti e, quando con il suo carrello pieno di giornali passava tra le stanze dei ricoverati donava agli ammalati sempre un sorriso e parole di speranza. La madre Fulvia, anche se molto anziana non lo ha mai abbandonato, dichiarano gli infermieri, giorno e notte era sempre accanto a suo figlio, lo ha assistito con devozione e sacrificio fino al suo ultimo respiro.

Claudio però non ce l'ha fatta ed ora di lui rimane solo il ricordo di un uomo solare, che ha lavorato per oltre trent'anni con gioia e sensibilità all'ospedale di Massa, dove tutti ora sentiranno la sua mancanza. I funerali si svolgeranno questa mattina alle ore 9.00 presso la chiesa della Madonna del Monte.

Saranno in molti quelli che vorranno dargli l’addio. Claudio se lo merita per quello che ha fatto quando erano gli altri a stare male: «Vendere i giornali non è difficili - ha detto un amico fraterno - farlo in un ospedale però non è semplice. Come lo faceva lui però era davvero commovente: aveva una parola buona per tutti, commentava le notizie e faceva ridere anche chi non aveva molti motivi per farlo». Con la stessa forza ha affrontato la malattia che si era accanita contro di lui.

Sara Lavorini

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