Sicurezza
«Per investire serve un po’ di pace»
Borghini: le aste ci preoccupano e da 2 anni non riusciamo a parlare col sindaco
CARRARA. «Quello che chiediamo è solo un po’ di pace, per poter lavorare e fare gli investimenti. Sono due anni che non riusciamo a parlare con il sindaco e con l’amministrazione, questo è quanto».
Comincia così la riflessione di Paolo Borghini, imprenditore del lapideo che ha legato il suo nome (o meglio cognome) a uno dei marmi, il calacata, più pregiati e apprezzati in tutto il mondo. Una voce importante che arriva dal cuore di quelle cave che la Regione ha deciso di mandare all’asta.
«Le aste ci preoccupano eccome - comincia col dire - Saranno, infatti, ad evidenza pubblica: questo significa che il sito dovrà essere presentato libero da ogni struttura, da tutto. Anche dai dipendenti. In più il Comune si è fatto la regolina che può andarle a coltivare anche da solo, con una società pubblica: e visto le condizioni in cui versano le partecipate c’è da preoccuparsi».
E Borghini spiega che cosa potrebbe, da ora in poi, tenere fermi gli investimenti al monte. «Faccio un esempio, per uscire dal mondo del marmo - continua - Uno stabilimento di Forte dei marmi, di fronte a una scadenza di 20 anni, stopperebbe le migliorie, le nuove strutture e si limiterebbe a cicalare la spiaggia. Potrebbe farlo. In cava invece questo atteggiamento è impossibile: la coltivazione richiede investimenti, richiede tecnologia, ma anche rispetto. Siamo sicuri che ce lo avrà chi verrà dopo di noi, magari non conoscendo questo mondo?».
E intanto con l’incertezza sul futuro prossimo: «da qui a sette anni è l’unico punto fermo che abbiamo» nel mondo delle cave gli investimenti fanno una brusca frenata. Tutto congelato, anche il progetto della filiera per gli informi di piccola taglia e i sassi. «Questa è un’iniziativa in cui crediamo moltissimo - spiega Borghini - consentirebbe infatti di creare qualcosa, localmente, senza aumentare l’escavazione. Ma al momento diventa difficile pensare di investire una cifra come 35 milioni di euro. Oggi come oggi per molti imprenditori diventa un’incognita anche la partecipazione alla prossima fiera del marmo, proprio a Carrara. Figuriamoci se si può parlare di investimenti milionari a lungo termine».
(a.v.)
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