Sicurezza
Le rubano tutti i gioielli Li ritrova dopo 24 ore
Erano nelle tasche di due albanesi fermati dai carabinieri dopo una colluttazione Ma i furti nelle case sono in aumento e cresce anche la psicosi tra la gente
MASSA. Quando l’hanno chiamata per dirle che avevano ritrovato i gioielli di famiglia che le avevano rubato a casa nemmeno 24 ore prima la signora si è fatta ripetere due volte la cosa. Non ci credeva neppure lei in una soluzione così rapida del caso. Invece i carabinieri del nucleo radiomobile della compagnia di Massa sono stati bravi e hanno anche arrestato due giovani albanesi, dopo averli inseguiti per le vie del centro a piedi e aver avuto una violenta colluttazione con loro. I due stranieri sono stati arrestati per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, denunciati invece per ricettazione. Il giudice ha convalidato il fermo.
L’episodio E' accaduto domenica, nella zona della Stazione. Una pattuglia dell’Arma nei pressi di via Carducci ha notato due giovani, a piedi. e, insospettiti per il loro comportamento, gli ha intimato di fermarsi. Loro, invece, si sono separati e sono fuggiti. E' scattato l'inseguimento e i fuggitivi sono stati raggiunti. A quel punto hanno reagito colpendo i militari con calci e pugni, nel tentativo di dileguarsi. I carabinieri hanno avuto la meglio e hanno messo le manette ai polsi dei giovani e li hanno portati in caserma, dove sono stati identificati: sono due ventiquattrenni di cittadinanza albanese. Scoperto anche il motivo della fuga: nelle tasche avevano gioielli che sono risultati essere stati rubati in un'abitazione. La proprietaria aveva già fatto denuncia per il furto subito e ha potuto avere indietro i suoi monili.
L’allerta per i furti è stato elevato per tutto il fine settimana. Case svaligiate, altre invece con evidenti segni di scasso che però non sono andati a buon fine. I carabinieri hanno avvistato un’auto che girava a velocità ridotta a fari spenti alla Partaccia e hanno tentato di avvicinarsi per chiedere spiegazioni ai due uomini che si trovavano a bordo. Alla vista del lampeggiante però la vettura ha accelerato e ha fatto perdere le sue tracce lungo il dedalo di stradine. La ricerca è andata avanti per tutta la notte senza dare però i risultati sperati. La sensazione degli inquirenti è che si trattasse di un’auto civetta di una banda di topi di appartamento: il compito era quello di capire quali erano gli immobili svaligiati per dare il segnale del via libera al resto della gang.
Ma le forze dell’ordine negli ultimi giorni hanno intensificato i controlli e lo dimostrano i colpi sventati anche solo per la presenza delle pattuglie sul territorio. Soprattutto nei fine settimane.
Credevano si trattasse di un tentativo di furto, l’ennesimo ai danni di uno dei capannoni di via Catagnina. A sentire dei rumori insoliti per quell’ora, le 22 di domenica, sono state le guardie giurate durante il loro giro di controllo: martellate continue e soprattutto decise. I vigilanti hanno dato l’allarme e una volante della polizia e una pattuglia dei carabinieri sono arrivate per circondare l’area. Le forze dell’ordine erano pronte a intervenire quando si è scoperto che cos’era quel trambusto; nessun ladro, nessun malintenzionato: era il titolare di un’officina che stava facendo gli straordinari perché doveva consegnare un’auto a un cliente la mattina seguente. Una risata e la tensione è scemata. Una decina di giorni fa, sempre in via Catagnina, i soliti ignoti avevano smurato la cassaforte del Brico.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
