Il Tirreno

Sale slot a orario ridotto Titolari sulle barricate

di Manuela D’Angelo
Sale slot a orario ridotto Titolari sulle barricate

Il sindaco firma un’ordinanza: niente azzardo in pausa pranzo e dopo le 23 I gestori: non si risolve nulla, i giocatori compulsivi andranno in altre città

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MASSA. Stop al far west delle sale slot: il sindaco Volpi ha firmato un’ordinanza restrittiva per le aperture e chiusure delle sale in cui si gioca d’azzardo e il provvedimento è attivo da ieri. Preoccupati i titolari: temono per la loro attività e per i posti di lavoro.

L’ordinanza numero 20 del 2015 parla chiaro: le sale slot dovranno aprire alle 9 di mattina, chiudere a mezzogiorno, riaprire soltanto alle 6 del pomeriggio e chiudere alle 23. Il tutto per far fronte ad una delle piaghe di questo secolo, il GAP, gioco d’azzardo patologico, un fenomeno che rappresenta un importante problema di salute pubblica. Sembra una “battaglia” tra buoni e cattivi, ma in realtà i titolari delle sale slot vivono momenti difficili, appesi ad un provvedimento che potrebbe portarli alla chiusura e pensano, con l’intera categoria, di impugnare l’ordinanza.

La Flamingo Slot di via Aurelia Ovest parla attraverso un suo dipendente: «Stiamo sempre attenti a non far giocare i minorenni - dice - e quando siamo insicuri sull’età, pretendiamo che ci siano esibiti i documenti. Io stesso, più di una volta, ho impedito a clienti anziani di bruciarsi l’intera pensione alle macchinette. Non siamo aguzzini, siamo commercianti onesti. Abbiamo saputo di questa ordinanza del sindaco e con il mio titolare stiamo cercando di riunire tutti i proprietari di sale slot per chiedere un incontro ufficiale. Lavoro qui da anni- continua- e so che per noi sarebbe la rovina spezzare gli orari come vorrebbe fare il comune. A volte la mattina non entra nessuno, la maggior parte della clientela arriva la sera, magari dopo le partite di calcio in tv, oppure, se piove, nel pomeriggio gli operai aspettano di riprendere il turno al chiuso e si fanno una giocata. Noi lo consideriamo come uno svago, non come una malattia e siamo d’accordo con la necessità di tutelare il giocatore affinché non diventi patologico. È vero che abbiamo lavorato a lungo in un far west di orari e aperture - continua la Flamingo Slot- ma non per colpa nostra; tra di noi c’è chi rimaneva aperto fino alle 3 di notte, chi fino all’una, chi faceva orario continuato. Bene regolamentare, ma la chiusura alle 23 è mortale».

Più arrabbiata la titolare di Royal 777 sul Viale Roma, la signora Margherita Dipieri: «Chi ha il vizio del gioco patologico, come si chiama adesso, non trarrà nessun beneficio dalla nostra chiusura alle 23 - dice- perché andrà a giocare altrove: a Carrara, a Forte dei Marmi, a La Spezia. Come si fa a non capirlo? Il provvedimento è sbagliato perché penalizza soltanto noi, titolari di sale regolari; perché allora non colpire anche le ricevitorie del Lotto? Le tabaccherie dove si vendono i gratta e vinci? Quello non crea dipendenza? C’è anche tutto un mondo fatto di gioco clandestino che nessuna amministrazione sa come contrastare e quindi si cerca la via più facile, colpire noi che paghiamo le tasse e stiamo attenti alla nostra clientela. Inoltre - conclude la signora Dipieri - perderemo posti di lavoro, perché stando aperti per così poche ore non potremo più permetterci dipendenti, ne risentirà anche l’indotto, chi lavora all’esterno, chi fa manutenzione alle slot, e forse saremo costretti a chiudere del tutto».

La sala Slot Royal 777 è pronta a fare ricorso contro l’ordinanza del sindaco Volpi e con molta probabilità alla titolare si uniranno anche i colleghi delle dieci altre sale slot della città.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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