Sicurezza
«Fino all’ultimo Giulio mi ha chiesto della città
Zubbani ha ricordato l’ex sindaco Conti nella cerimonia in piazza 27 Aprile Andrea Zanetti: la sua capacità di leggere il futuro era radicata alla storia
CARRARA. Tanti fogli con su scritta la canzone “Nel blu dipinto di blu”, più nota come “Volare”, di Modugno. C’e l’avevano tutti in mano, per cantarla, come hanno fatto alla fine della cerimonia in piazza 27 Aprile. La canzone preferita dall’ex sindaco Giulio Conti.
Nella piazza vicina al Bugliolo dove era nato, ieri mattina c’erano i tre figli di Conti: Marco, Patrizia e Manuela; il sindaco Angelo Zubbani, tanti cittadini, rappresentanti di associazioni e della politica locale. E al microfono, in quella cerimonia laica, in diversi hanno parlato per ricordare la figura dell’imprenditore e dell’amministratore. «Aveva visioni ma non era un visionario».
Daniele Canali ricorda il rapporto di Conti con i giovani, il suo «essere avanti». Andrea Zanetti gli attribuisce la capacità di leggere il futuro ma restando radicato alla storia della città. «Pragmatismo, creatività, concretezza e fantasia. Ha interpretato più di altri i “pensieri lunghi”. Lascia una eredità grande, in un momento in cui c’è bisogno di pensare “oltre” ». Il cugino Alessandro Conti, dell’Anpi, ha ricordato la sua infanzia: «Lui aveva 8 o 9 mesi più di me. Si giocava: lui vinceva sempre. Ricordo un memorabile bagno che facemmo nel Bardine a Tendola, la diga con i sassi per prendere le anguille». Descrive una persona che è sempre stata se stessa, da bambino come da adulto, con il suo carattere costante, schietto. Anche il sindaco Zubbani ha accostato la parte privata di Conti con quella pubblica: «L’ho conosciuto quando decise di mettersi direttamente in campo per la città», ricorda il Conti creatore della Imm, presidente della Camera di commercio che ieri ha organizzato l’evento “Creainrete”: «Giulio lo avrebbe gradito. Lui aveva il pallino fisso per questa città, pensava a come traghettarla verso lidi più favorevoli e floridi». La sfera privata: Zubbani parla di Conti come uomo, padre, nonno: «Con chiunque fosse impegnato, a una certa ora si alzava di scatto per andare a scuola a prendere la nipotina. Si informava sulla mia salute. Qualche settimana fa sono andato a trovarlo, era seduto fra giornali e libri. Mi ha chiesto della città».
Patrizia Conti ha detto che «non basta pensare, ci vuole anche il cuore, e bisogna non perdere il senso della comunità». Glielo ha insegnato suo padre. Giulio Conti.(c.car.)
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