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Cremazioni, l'attesa delle famiglie dei defunti dispersi
Figli, vedove e parenti si sono costituiti parti civili dopo lo scandalo. Il plauso al pubblico ministero dopo la requisitoria: "Aumentate le pene di primo grado"
MASSA. L'associazione per la tutela dei defunti dopo la prima udienza del processo di appello sullo scandalo delle cremazioni del Mirteto ha ringraziato il pubblico ministero Federico Manotti. E' stato illegale che rappresenta oltre cento famiglie, l'avvocato Emiliano Pianini, a fare da tramite. “Siamo soddisfatti per le richieste del sostituto procuratore, un magistarto che ha seguito la vicenda con grande umanità fin dal primo giorno di indagini”, ha detto Pianini. Il legale ha chiesto al collegio presieduto dal giudice Annaleila Della Prieta di andare a fondo della sentenza di primo grado per quanto riguarda l'assoluzione dell'ex ufficiale dei carabinieri Augusto Calzetta (concorso esterno) e soprattutto per Renzo Fialdini: “Faceva parte dell'associazione – ha continuato Pianini -. Le famiglie che si riconoscono nell'associazione lo sanno bene.Hanno chiesto sempre all'ex funzionario di controllare quello che accadeva al forno crematorio, ma non solo volevano che venissero rimossi i rifiuti dai luoghi dopo riposavano i loro cari.Non hanno mai avuto risposte, anzi Fialdini tranquillizava i suoi superiori”.
Manotti non ha commentato l'udienza, si èlimitato a ribadire di essere orgoglioso per la concessione della procura generale di Genova che gli ha permesso di seguire l'appello: “Più di otto anni di indagini e di processi che mi hannopermesso di andare a fondo in una storia che mai avrei voluto vedere”. Prossima udienza il 20 marzo, poi la sentenza è attesa per il 27. In tempo in tempo per scongiurare la prescrizione di altri reati. Dopo la sentenza di primo grado intanto se ne sono cancellati altri.
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