Finanza
Bara a spalla, ciao Francesco
Tutta Gragnana e gli sportivi al funerale di Mussi straziato dalla motozappa
CARRARA. Erano in tanti ieri a dare l’ultimo saluto a Francesco Mussi, lo sportivo ed ex autista del Comune, morto tragicamente a 66 anni, nel suo campo, straziato dalla motozappa che stava manovrando.
Una morte in pochi istanti, per dissanguamento. E ieri tutto il paese di Gragnana e l’ambiente sportivo del podismo a cui lui era legato, gli hanno dato l’addio. La bara è stata portata a spalla dagli atleti per le vie del paese nel quale Mussi viveva con la moglie Luisa Borghini.
Giovedì scorso i due coniugi si erano salutati come ogni mattina prima di uscire di casa, pronti a dedicarsi ai rispettivi lavori: lei era andata alla scuola dove svolge l’attività di bidella; lui, come sempre, si era diretto nel terreno, a poca distanza dalla casa. Un campo in mezzo a tanti altri orti dei vicini, sulla collina di Gragnana. Lì tutti si conoscono, si scambiano pareri sul clima, se il tempo sarà bello o se pioverà, se la terra va zappata, se le verdure crescono bene.
Una piccola comunità agricola nella quale Francesco Mussi si sentiva proprio bene.
Ma giovedì, la motozappa è sfuggita la suo controllo e le lame hanno straziato il suo corpo. Solo pochi istanti per chiedere aiuto. Poi il silenzio, per sempre. Francesco non ce l’ha fatta. I vicini accorsi non hanno potuto fare altro che chiamare immediatamente l’ambulanza del 118, con il medico a bordo, che ha constatato il decesso.
Ieri una folla silenziosa e in lacrime ha percorso con il feretro portato a spalla, le strade di Gragnana. Il paese si è stretto attorno alla moglie di Mussi. L’ultima passeggiata per Francesco, sulle strade dove correva la Gragnanina. Per lui, sorreggendo la bara, hanno camminato i colleghi sportivi: tutti con le maglie azzurre, come il cielo dove Francesco ora si trova.(c.car.)
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