Il Tirreno

Referendum per uscire da Gaia l’idea-provocazione di Scatena

Referendum per uscire da Gaia l’idea-provocazione di Scatena

Il capogruppo di opposizione continua la sua battaglia contro le tariffe applicate dal gestore idrico: visti i costi dell’azienda l’amministrazione comunale di Pontremoli non doveva affidarle il servizio

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PONTREMOLI. Un referendum popolare per decidere se lasciare la gestione del servizio idrico pontremolese sia lasciato a Gaia? A fare questa proposta, a metà strada, ci pare di capire, tra la provocazione e il reale consiglio, è Rolando Scatena, capogruppo della lista “Cittadini per Pontremoli” che recentemente presentato sulla questione un’interpellanza al sindaco Lucia Baracchini.

La riflessione di Scatena parte dal Consiglio Comunale “aperto” sulla “questione Gaia” e a cui aveva partecipato anche direttore generale dell’azienda Paola Peruzzi il quale ha affermato che le tariffe del servizio idrico sarebbero aumentate anche con un altro gestore (visto che sono entrati a regime nuovi metodi per il calcolo delle bollette) e che comunque le medesime tariffe sono determinate dall’assemblea dei sindaci dell’Autorità Idrica Toscana e non da Gaia.

«Non è stata una “grande rivelazione - ribatte Scatena che sottolinea come deve essere evidenziato che - i valori economici presi a base dall’Autorità Idrica per il calcolo della tariffa derivano dai costi contabili segnalati dal gestore e cioè da Gaia».

Valori che «una società “finanziariamente collassata” quale è Gaia spa non possa che far determinare tariffe altissime per il servizio idrico». E a sostegno di questa ipotesi Scatena evidenzia come «risulta dai bilanci della società che abbia un colossale indebitamento per decine di milioni di euro con gli istituti di credito; che abbia un numero di dipendenti (480) per abitante fra i più alti d’Italia e che i costi di funzionamento della società sono elevatissimi basti pensare che la società ha a libro paga 5 dirigenti che costano alla collettività circa 730.000 euro».

Secondo Scatena tutte cose già note prima che l’amministrazione affidasse a Gaia la gestione del servizio idrico del Comune e che «poteva e doveva essere assolutamente evitato, coinvolgendo preventivamente il consiglio comunale e gli ignari cittadini pontremolesi» mentre in realtà la scelta è avvenuta nelle «segrete stanze, senza nessuna preventiva informazione attraverso iniziative pubbliche nelle quali dovevano essere date alle nostre genti, tutte le informazioni e spiegazioni».

Rolando Scatena propone quindi di ridare la palla ai cittadini con un referendum consultivo, par sapere l’opinione della popolazione sul mantenimento dell’affidamento del servizio idrico a Gaia. (r.s.)

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