Italia
Discarica abusiva, a processo
Il titolare di un cantiere deve rispondere di deposito di rifiuti
FIVIZZANO. È il luglio del 2010, la Forestale percorre la provinciale per Ceserano e nota un cumulo di rifiuti, in uno slargo della carreggiata. C’è spazzatura, certo, ma ci sono anche parecchi laterizi: tegole, vecchie mattonelle e resti di intonaco. Gli agenti risalgono in macchina e, dopo qualche centinaia di metri, si imbattono in un cantiere: gli operai stanno lavorando sull’esterno di un edificio, stanno rimuovendo l’intonaco della facciata. I forestali hanno la netta impressione che quell’intonaco sia tal quale quello ritrovato sulla strada. Così Giuseppe Bellacci, titolare della ditta che sta eseguendo la ristrutturazione, si ritrova a processo con l’accusa di deposito incontrollato di rifiuti. Parte del materiale - spiega la difesa - proviene, in effetti, dal cantiere, ma nè Bellacci, nè i suoi operai l’ hanno abbandonato a bordo strada. Sono proprio i testimoni della difesa a spiegare che l’intonaco rimosso è stato consegnato ad un anziano del paese: ha chiesto di poterselo portare via per spianare una strada sterrata di sua proprietà. Ma il furgoncino su cui lo carica - prosegue la difesa - si rompe e l’anziano è costretto ad abbandonare il materiale per riprenderlo in un secondo momento. Il confronto tra accusa e difesa (l’imputato è rappresentato dall’avvocato Giampaolo Carabelli) è serrato e imperniato intorno ad un preciso episodio: Bellacci - questo l’elemento clou del dibattimento - fa ripulire tutto. Prova questa - secondo l’accusa - di colpevolezza. La difesa garantisce invece che la pulizia è stata eseguita su richiesta e in accordo con il sindaco di Fivizzano, Paolo Grassi. Che l’avvocato Carabelli chiede di poterlo sentire.
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