Il Tirreno

Agrigustando Lunigiana

Al Vecchio Tino di Monzone, la trota stellare dello chef Claudio Bini

Al Vecchio Tino di Monzone, la trota stellare dello chef Claudio Bini

Un'antica casa colonica trasformata in agriturismo dove si gusta il pesce di fiume

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MONZONE. Uno chef ai fornelli dell’agriturismo. “Al Vecchio Tino”, sulla collinetta che domina sulla selvaggia Valle del Lucido, a Monzone, è uno dei pochissimi luoghi del mangiare nella Toscana gourmet dove potrete apprezzare la trota iridea ed i salmerini di acqua dolce a km zero cucinata con castagne o lardo, erbette spontanee o aceto di mele o se preferite affumicata con legno di tiglio e rovere, marinata o presentata come tartare o hamburger.

Una novità della scorsa estate che sarà riproposta, visto il successo, anche quest’anno. Le trote provengono dall’allevamento di Damiani sul Fiume Lucido che scorre ai piedi dell’agriturismo. In pratica “pescate” e cucinate sul posto. «La carne dei pesci di fiume non ha nulla da invidiare alla carne di pesce di mare. – spiega – Se poi hai la fortuna di avere sotto casa questi prodotti da cucinare è tutto più facile. La trota è sicuramente una delle proposte che identifica il mio menu, ma non è certo l’unica».

«Arrivarci non è facile» - lo confermiamo - come scrivono molti utenti sui principali siti di recensioni, ma una volta che hai raggiunto la meta (se imboccate una piccola stradina che pensato non porti da nessuna parte continuate!) capisci che ne è valsa la pena. Lo recensirai positivamente e ci porterai amici e parenti. Succede così a tutti.

Claudio Bini, 38 anni, originario della Brianza ha sfatato il mito dell’anziana contadina alla cloche della cucina degli agriturismi. L’endorsement è da cavallo di razza con esperienze collezionate tra hotel e ristoranti in Svizzera, Francia e Germania. Ma la sua dote, forse più grande, è capacità nel valorizzare e miscelare leproduzioni locali.

«Ho scoperto produzioni e ricette strepitose che nessun’altro posto dove ho lavorato e vissuto potevano offrire. – confessa – E’ una cucina ricca, generosa e allo stesso tempo semplice che ho sposato senza limitazioni mettendoci, come valore aggiunto, quel pizzico di esperienza».

Il risultato è un menu “stellato” di “terra e fiume” che segue i cicli delle stagioni. «I prodotti e gli ingredienti che compongono i nostri piatti appartengono al territorio o ai territori limitrofi. Una parte dei formaggi provengono dalla Garfagnana, così come la carne di bovino per le tagliate». A fianco delle trote cucinate in mille modi diversi, non manca la cacciagione come il cinghiale di castagne e mele, la quaglia alla lunigianese, il pancotto con i fagioli, il baccalà stufato al latte, la trippa in umido per citarne alcuni. L’agriturismo “Al Vecchio Tino” nasce sui ruderi di un’antica casa colonica dell’800 circondata da 9 ettari di castagneti recuperati ed impiegati per la produzione di farina, olivi ed orti che gli assicurano gran parte dei prodotti agricoli.

«L’aspetto agricolo è uno degli elementi che caratterizza la mia cucina - spiega Claudio Bini -. Cucinare quello che produci da un altro sapore a quello che proponi ai clienti». Anche la scelta dei vini premia il territorio.

Nella carta svettano il Candia dei Colli Apuani “Le Viole” dell’azienda agricola Calevro ed alcune etichette di Eva Vernazza, sempre per celebrare il versante massese della viticoltura eroica, il vermentino dei Colli di Luni ed una selezione dei “Monastero dei frati dei Bianchi” per giocare in casa. Sul “Colle del Sole” così qualche ospite lo chiamò quel crinale, si può anche dormire in una delle camere al piano superiore, rilassarsi in piscina con vista sulle vallate popolate da paesini e paeselli e godere appieno della Lunigiana più profonda.

Arrivando scoprirete anche perché Claudio e la sua famiglia hanno scelto dichiamare così l’agriturismo. Ma almeno questa lasciamo che sia una sorpresa.

Riferimenti:Agriturismo Al Vecchio Tino,Località Germalla. 1 Monte dei Bianchi. 54013 Fivizzano ,0585-97733

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