Finanza
Tentata rapina, un anno e 2 mesi
MASSA. Per un quarto d’ora passeggia lungo via La Salle, tiene d’occhio una merceria. Quando si accorge che tutti i clienti se ne sono andati, passa all’azione. Armata di un coltello cerca di...
MASSA. Per un quarto d’ora passeggia lungo via La Salle, tiene d’occhio una merceria. Quando si accorge che tutti i clienti se ne sono andati, passa all’azione.
Armata di un coltello cerca di rapinare la titolare del negozio. L’esercente si spaventa e per la ragazza tutto si complica, non riesce a mantenere il controllo, fugge a gambe levate. Ma non si arrende, sale verso Largo Matteotti e lì replica: valica la soglia del negozio di pelletteria “Carpisa”, impugna un paio di forbici e riesce a mettere le mani sul registratore di cassa.
Non sa che, dopo il tentato colpo, in via La Salle, i carabinieri sono sulle sue tracce. Ai militari non sfugge quella donna, con fare sospetto, e piumino nero (dettaglio riferito dalla titolare della merceria) che corre per le vie del centro. Per la trentenne, quindi, scattano le manette: finisce ai domiciliari (i fatti risalgono al maggio del 2014), quindi a processo. Davanti al giudice Giovanni Sgambati racconta la sua vita “difficile”, la relazione con un uomo che la obbliga a procurarsi soldi, sfruttando la sua fragilità. Non a caso l’ avvocato dell’imputata chiede anche la perizia psichiatrica, sostiene che la donna abbia agito in condizioni di alterazione psichica.
Martedì l’ultima udienza, quindi la sentenza del giudice Giovanni Sgambati: la trentenne è stata condannata ad un anno e 2 mesi per la tentata rapina alla merceria. Solo per quell’ipotesi di reato, infatti, sono emerse in aula, prove tali da motivare la condanna. La giovane - rimasta fino alla sentenza agli arresti domiciliari - sconterà la pena presso una struttura “protetta” per garantire il suo recupero sociale.
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