Il Tirreno

Muore straziato dalla motozappa

di Cinzia Carpita
Muore straziato dalla motozappa

La vittima, Francesco Mussi di 66 anni, ex autista del sindaco, stava lavorando nel suo orto a Gragnana

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CARRARA. «Ennio, Ennio!». Sono le ultime parole che ha detto, che la forza che gli restava, chiamando in suo soccorso il vicino, nell’orto accanto. Poi i suoi occhi si sono chiusi per sempre. Il suo corpo straziato dalla motozappa che stava maneggiando. E’ morto in pochi istanti, dissanguato, Francesco Mussi, 66 anni, mentre ieri mattina stava facendo lavori agricoli nel suo campo sulla collina di Gragnana, a non molta distanza da dove abita in paese (anche se la residenza è più a valle nella zona di Sant’Antonio). La moglie Luisa Borghini era al suo lavoro di bidella in una scuola di Fossola. Ignara di cosa stava accadendo.

Mussi è stato soccorso subito, dalla gente accorsa dai campi “terrazzati”, ma aveva una gamba straziata dalle lame della fresa della motozappa che gli era sfuggita al controllo. Il corpo ferito. Quando è arrivata l’ambulanza del 118 per lui no c’era più nulla da fare.

E stata una mattina tragica a Gragnana. Gli abitanti sono rimasti scossi, increduli, perché lì in paese tutti si conoscono e hanno legami di parentela. Quando si è sparsa la notizia di quello che era accaduto a Francesco Mussi, lentamente, da una parola all’altra, tutto è stato atrocemente ricostruito. Così come hanno fatto i carabineri intervenuti sul posto.

Mussi, ex dipendente comunale molto conosciuto perché è stato “autista del sindaco” prima di andare in pensione diversi anni fa, era anche un grande appassionato di podismo e partecipava a molte corse amatoriali, a cominciare dall’imperdibile per lui Notturna Gragnanina. Dopo la pensione, nel suo campicello a Gragnana aveva dedicato il tempo libero all’agricoltura.

Sulla collina ci sono tanti piccoli orti, fra recinti e case. Una comunità che vive coltivando ortaggi. Ogni mattina lo scambio di saluti, chi zappa, chi innaffia, chi vanga. E chi usa la motozzappa: come stava facendo lui ieri mattina.

Nessuno ha visto cosa è successo attorno alle 9,30. Forse ha inciampato, forse l’attrezzo è sfuggito al suo controllo. Una questione di attimi e le lame invece di rivolgersi alla terra, lo hanno aggredito, lo hanno tradito. Gli hanno straziato una gamba all’altezza del ginocchio. E’ allora che Ennio Pasquali lo ha sentito: «Ero più su alla mia capanna. Poco prima ero passato con la mia Ape e gli avevo detto “Francè stamani si lavora bene. Perché la terra era sciutta... Poi, più tardi, l’ho sentito che mi chiamava. “Ennio!, Ennio!”. L’ho visto sdraiato in terra, ho gridato a un altro vicino di chiamare l’ambulanza. “Francè si è fatto male, è sotto la fresa!». Il vicino è Giuseppe Conserva, che a sua volta l’ancia l’allarme a un altro del posto. Parte l’ambulanza del 118. Ma Francesco Mussi mentre scattano i soccorsi, mentre gli amici gli sono accanto, non può più parlare con nessuno. Sono stati avvisati, con cautela, il fratello minore Marco e la moglie Luisa. Pensavano che Francesco avesse avuto un malore. Poi la crudele verità. E un dolore che no avrà più fine,

Francesco, la sua ultima corsa, l’ha dovuta fare con un avversario terribile: la morte. Ed è stata lei ad arrivare epr prima al traguardo.

Il paese si è stretto attorno ai familiari. I funerali si svolgeranno probabilmente domani.

Ieri nel campo dove Francesco coltivava gli ortaggi e la verdura, è sceso un grande silenzio. Nessuno parlava passando dove nella mattina sul suo corpo era stato steso un telo verde. Francesco non porterà più a casa nessun trofeo sportivo, e neanche quella verdura che portava orgoglioso alla sua Luisa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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