Sicurezza
Lesioni a due poliziotti, in sei finiscono nei guai
Il gruppo aveva anche messo a fuoco e fiamme il locale Cocomania, a Marina. Ora il gup deve decidere se mandarli a processo per lesioni e resistenza
MASSA. Sono le tre del mattino (dell’11 settembre 2010) quando decidono che loro, al Cocomania, a Marina, vogliono entrare. A tutti i costi. Il locale sta chiudendo, ma il gruppo insiste e certo non usa le buone maniere: pretende di varcare la soglia, di sedersi e consumare. I sei amici passano, quindi - almeno secondo la ricostruzione della Procura - alle vie di fatto, si accaniscono sul cancello di ingresso del locale, lo forzano, lo spingono tanto da farlo uscire dai cardini.
Poi i ragazzi (il più grande è del 1982, il più giovane dell’89) passano alla fase B e quello che capita loro tra le mani - sostiene il sostituto procuratore - lo lanciano a chi si para davanti nel tentativo di fermarli. I giovani non sanno, però, che all’interno del locale, seppur in borghese e fuori servizio, ci sono due agenti della squadra mobile di Massa.
I poliziotti ci mettono due secondi a capire che la situazione è delicatissima: si alzano dal tavolo, si presentano, si qualificano e invitano il gruppo di amici a calmarsi, ma non c’è nulla da fare. I sei non sentono ragioni e anche i due poliziotti - sempre secondo l’accusa - finiscono vittime del lancio di oggetti: nel locale volano bottiglie e posacenere. Gli uomini della mobile rimangono feriti, vanno in pronto soccorso e il referto è pesante, soprattutto per uno di loro. Se ad un agente i medici riconoscono 12 giorni per guarire, al collega ne serviranno una quarantina.
Scatta, quindi, la denuncia e i sei ragazzi finiscono nei guai. Partono le indagini, il sostituto procuratore che le coordina, ipotizza per il gruppo di amici il reato di lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. Il pubblico ministero chiude l’inchiesta e chiede il rinvio a giudizio per Devis Glaudi, Tonino Veiss, Sara Demetrio, Melisa Ferrari, Sergio Weiss e Bruno Demetrio.
Ieri, in udienza preliminare, il giudice Alessandro Trinci avrebbe dovuto decidere se archiviare o accogliere la richiesta della procura e mandare i sei a processo. In quella sede i due poliziotti, rappresentati e difesi dall’avvocato Lara Balderi, si sarebbero invece dovuti costituire parte civile. L’udienza, però, è stata rinviata, per un difetto di notifica: la decisione è rimandata al 4 giugno.
(c.s.)
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