La manifestazione
Cremazioni, il processo riparte nell’aula bunker
Alle nove la prima delle tre udienze dell’appello. Il pm sarà sempre Manotti Le difese pronte a dare battaglia. Corsa contro il tempo per la prescrizione
MASSA. Aula bunker del tribunale di Genova. Ecco dove si terrà il processo d'appello sulle cremazioni del Mirteto. Appuntamento questa mattina alle ore 9: comincia il sostituto procuratore Federico Manotti, poi toccherà alle parti civili. Nelle prossime due udienze, già fissate il 20 e il 27 marzo, saranno le difese a dire la loro. Dando vita a una corsa contro il tempo per scongiurare la perscizione di alcuni dei reati contestati.
Sarà un maxi processo, come quello di primo grado. Per questo Genova ha messo a disposizionel'aula bunker del tribunale, quella delle grandi occasioni come la celebrazione dell'anno giudiziario. Manotti si è appellato alla sentenza del collegio di Massa, ma non condivide solo alcuni aspetti del dispositivo: «Più che altro l'impugnazione verte sul mancato riconoscimento del reato associativo e abuso di ufficio a Fialdini. C'è poi l'assoluzione dell'ex ufficiale dei carabinieri Augusto Calzetta che non mi convince e la pena a Renato Alibani secondo me non è congrua». Aggiungendo:«Il mancato riconoscimento del reato associativo a Fialdini mi sembra la parte meno convincente della sentenza di primo grado. Senza un gancio in Comune Euroservizi non avrebbe potuto fare il bello e il cattivo tempo nella gestione dei servizi cimiteriali».
Ma il processo bis Manotti nasconde alcune insidie per l'accusa: le difese proporranno il loro cavallo di battaglia, la rapidità del passaggio dei testimoni dopo che è stato mutato il collegio. Motivo di impugnazione per alcuni imputati. Queste le condanne di primo grado: Renato Alibani, titolare di Euroservizi, la società che gestiva i servizi cimiteriali per conto del Comune di Massa, sette anni di reclusione. Tra i reati contestati quelli riconosciuti dal collegio sono soppressione di resti mortali, falso, peculato, associazione. Maurizio Guerra, 4 anni e 10 mesi: oltre all’associazione c’è la dispersione delle ceneri, l’associazione e il peculato. Luca Pelletti, 4 anni e 4 mesi, per lui il reato associativo. Associazione e dispersione per Marco Grassi, 4 anni e un mese; Alessandro Dazzi, 3 anni e 4 mesi, Piero Dell’Amico, 3 anni e 4 mesi, e Silvano Carmagnola, 2 anni e otto mesi. Truffa e corruzione invece per Enrico Paladini, un anno e sei mesi. Otto mesi per omessa denuncia e falso a Renzo Fialdini, ex funzionario comunale. Quattro mesi a Michela Santucci per aver tentato di raccogliere informazioni sull’indagine sul cimitero. Infine assolto l’ex ufficiale dei carabinieri Augusto Calzetta (associazione) e l’operaio Alan Tomazzini, l’unico che si era ribellato agli ordini che gli venivano impartiti dall’alto. L'assoluzione di Tonazzini è diventata definitiva perché nessuno ha fatto appello.
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