Il Tirreno

«Quella fattura è falsa», indagato assessore Carioli

«Quella fattura è falsa», indagato assessore Carioli

È accusato di aver preteso da una azienda fallita un pagamento non dovuto Il politico: pronto a dimettermi se la mia posizione disturba l’amministrazione

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MASSA. L’assessore comunale alle Attività produttive del Comune di Massa, Gabriele Carioli, è stato iscritto nel registro degli indagati e la procura, titolare dell’indagine il sostituto Rossella Soffio, gli ha notificato l’avviso di chiusura delle indagini. Gli inquirenti all’esponente della giunta del sindaco Alessandro Volpi contestano di avere, fuori dei casi di concorso in bancarotta, «presentato istanza di ammissione al passivo del fallimento della società denuminata Immobiliare Barcaio srl per un credito fraudolentemete simulato, incorporato in fattura del 28 dicembre del 2012, per un corrispettivo pari a 8.827, 06 euro, emesso nei confronti dell’impresa fallita, perché indicante una prestazione di servizi mai eseguita».
La reazione di Carioli. L’assessore comunale alle attività produttive sulla vicenda si concede poche parole, ma rilevanti: «Non mi è stato ancora notificato alcun atto - questa è la premessa ad ogni ulteriore ragionamento - in ogni caso - ci tiene a puntualizzarlo - le contestazioni che muove l’accusa attengono al mio lavoro da privato cittadino e non al mio ruolo pubblico». Insomma, non hanno nulla a che vedere con l’incarico da assessore. «Comunque - prosegue Gabriele Carioli - se la mia situazione infastidisce anche minimamente l’amministrazione di cui faccio parte, io sono pronto a rassegnare le mie dimissioni sin da domani mattina (stamattina per chi legge ndr)».
La vicenda. Il capo di imputazione ricalca la denuncia presentata dal titolare della Barcaio, che quando ha visto la fattura di Carioli, che di professione fa il geometra e lavora per conto di ditte immobiliari, inserita nelle passità della sua ditta dal curatore fallimentare ha impugnato il documento. Spiegando che il geometra diventato assessore non aveva mai lavorato per lui. Carioli dice il contrario: è stato il responsabile della sicurezza di un cantiere della Barcaio e per questo incarico, affidatogli da chi lo ha denunciato, ha regolarmente emesso fattura. Quando ha saputo che la ditta aveva aperto la procedura di fallimento il geometra ha accolto l’invito del curatore e ha presentato la documentazione relativa al compenso che non gli era stato ancora corrisposto. E il curatore ha inserito quella fattura tra le passività della Barcaio. Una procedura assolutamente lineare.

L’intoppo nasce nel giugno del 2013 (la fattura invece è datata 28 dicembre 2012), quando l’azienda immobiliare controlla le voci in attivo e quelle in passivo e blocca la fattura numero 32 del 2012, quella del geometra Carioli.

«Non ha mai eseguito alcun lavoro per conto mio - ha scritto nella denuncia presentata in procura il titolare - e non gli devo un centesimo». Il fascicolo è arrivato sulla scrivania del sostituto procuratore Soffio e il pubblico ministero ha compiuto gli accertamenti del caso, spulciando anche le altre voci segnate dal curatore fallimentare.

Adesso il magistrato ha tirato le fila del suo lavoro e ha inviato l’avviso della conclusione delle indagini preliminari a Carioli, che ha scoperto di avere un avviso di garanzia. L’assessore ha venti giorni per farsi sentire dal pubblico ministero oppure per presentare una memoria difensiva. La sua tesi è che il responsabile per la sicurezza nel cantiere della Barcaio srl lo ha fatto davvero. E lo può dimostrare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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