Il Tirreno

Ponte sul Frigido, progetto contestato

Ponte sul Frigido, progetto contestato

Il consigliere Benedetti: non serviva abbattere la struttura, poteva essere sollevata risparmiando soldi

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MASSA. Le ruspe sono in azione sul ponte di via Mascagni, quello di fronte al Parco dei conigli. Il ponte deve essere ricostruito perché non ha i requisiti idraulici, previsti dalla normativa, in caso di piene duecentennali. Ma sull’intervento, finanziato dalla Regione, avanza forti dubbio Stefano Benedetti, consigliere comunale di Forza Italia. Il concetto è immediato: per reggere le piene, la struttura dovrebbe - per semplificare - essere più alta. E secondo Benedetti per garantire altezze maggiori non serviva abbattere per poi ricostruire. Sarebbe bastato, molto più agevolmente, sollevare la struttura esistente con martinetti idraulici (appositi sistemi con cilindro e pistone).

«Sta per essere realizzato l’adeguamento idraulico del ponte - scrive Benedetti - per una spesa pari a 960.000 euro, interamente finanziati dalla Regione. Credo di poter affermare che il progetto di questo ponte genera uno spreco di denaro che poteva essere evitato nei termini di almeno 600-700.000 euro. Chiedo il motivo per il quale il progettista non abbia preso in considerazione che essendo il ponte isostatico e stato predisposto, al momento della costruzione originaria, per essere sollevato con martinetti, si poteva evitare l’abbattimento con successiva ricostruzione. In questo modo con una spesa compresa tra i 200-300.000,00 euro, il problema sarebbe stato risolto senza la necessità di dover ricostruire ex novo. La stessa cosa vale anche per il ponte del Frigido sul Lungo Mare, che, tra l'altro, non risulterebbe essere a norma dal punto di vista idraulico, poichè all'epoca fu progettato sulla base di un parametro non valido e non riconosciuto tecnicamente. Bisogna considerare, tra l'altro, che il nuovo ponte non risolve la questione legata al rischio idraulico, poichè il problema maggiore è rappresentato dalla presenza dei pennelli di cemento presenti nella parte finale, oltre al pennello di sassi, che sono tra le cause principali della grossa quantità di ciottolato che si deposita alla foce del Frigido».

Il consigliere Stefano Benedetti chiede, quindi, lumi al sindaco Volpi, per valutare se «sia necessario sospendere i lavori per riesaminare tutta la questione, verificando anche la possibilità di cambiare il progetto in corso d'opera, realizzando la messa in sicurezza idraulica con il sollevamento del ponte e il mantenimento dell'appoggio centrale».

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