Il Tirreno

«Intento buono ma fumoso»

di Giovanna Mezzana
«Intento buono ma fumoso»

Fontanili: dinamiche complesse per lavorare in loco il 50% del prodotto

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CARRARA. In teoria è chiaro e persino ben accolto da tutti: anche da chi sul marmo ha costruito impresa, lavoro, ricchezza. Parliamo del principio-clou fissato dalla nuova legge regionale sulle cave: e cioè, se tu imprenditore del marmo vuoi che ti venga prorogata la concessione ad escavare (da qui a 25 anni) devi lavorare in loco almeno il 50% del materiale estratto. Tutti d’accordo. I dubbi però sorgono pensando a quando dalla teoria si passerà alla pratica.

«Il principio, che punta a far lavorare di più il marmo in loco, è lodevole – osserva Maurizio Fontanili, imprenditore – altrimenti le segherie chiudono e si perde occupazione; quando però si passa alla pratica, diventa aleatorio. Io firmo una convenzione in cui mi impegno a lavorare almeno il 50 per cento del materiale in loco, e poi? Chi controlla? Immaginiamoci – dice – il Comune che mi viene a controllare sul personal computer della ditta ogni singolo blocco? Si faranno allora controlli a campione?».

Ma se i controlli saranno a campione, le maglie della rete non saranno poi tanto strette: e i furbetti? Non solo. «Io posso acquistare i blocchi a stock oggi per lavorarli tra due anni – continua Fontanili – e allora, mi chiedo, ci deve essere una corrispondenza temporale o no? Mi sembra tutto un po’ demagogico: l’intento politico è chiarissimo, ma poi nella pratica mi sembra abbastanza fumoso». Fontanili continua a fare esempi che chiariscono il busillis. «Molte ditte di trasformazione sono a Pietrasanta. – così descrive la situazione – Lavorare il materiale a Pietrasanta significa lavorarlo in loco, o “in loco” si intende entro i confini del Comune o anche della Provincia? Non dimentichiamoci che la tassa marmi valeva solo per Carrara». Un bel grattacapo.

C’è anche un aspetto che, aggiunge Fontanili, potrebbe persino produrre effetti che vanno nella direzione opposta all’intento della legge, che è quello di incrementare la lavorazione, l’occupazione, la ricaduta: «Molti Paesi esteri – spiega Fontanili – acquistano materiale grezzo che, se fosse lavorato, forse non acquisterebbero: Tunisia, Algeria, Cina, ad esempio, pagano una tassazione più alta sui materiali lavorati».

«Io spero che questa legge incrementi la trasformazione del materiale in loco – commenta Roberto Graziani, imprenditore – Non so però fino a che punto potrà incentivarla. Alla fine, anche in tema di beni estimati, a noi imprenditori importa solo che ci diano la possibilità di lavorare con un orizzonte temporale ampio e il più possibile libero da difficoltà, che nel nostro settore già ci sono, e sono tante, anche se i più lo ignorano». Uno degli aspetti più importanti della legge regionale riguarda la regolamentazione del periodo transitorio più lungo – 25 anni dal 2015 – terminato il quale i siti di escavazione e le concessioni verranno affidati solo con gara d’appalto.

Come ci si orienta da qui al 2040 per il rinnovo delle concessioni che scadono?

Per farsi prorogare la concessione l’imprenditore dovrà sottoscrivere, nel giro di due anni, una convenzione con cui si impegna a lavorare in loco almeno il 50% del marmo estratto.

Di che genere di convenzione si tratti, di quali tutele siano previste per l’imprenditore, nessuno ancora lo sa: certo è «che la motivazione della convenzione è molto forte – conferma il vicesindaco Andrea Vannucci – Ora il Comune dovrà recepire la legge scrivendo un regolamento, abbiamo 180 giorni di tempo per approfondire il dettame regionale e dare ad esso operatività».

Anche il mondo datoriale si prepara agli approfondimenti sulla nuova legge regionale sulle cave.

«Fino a quando non avremo letto il testo della legge – osserva il direttore della Confindustria apuana Andrea Balestri – non possiamo avere un’idea precisa. Dovremo studiare la norma e confrontarci con gli imprenditori». Della stessa idea è Fabio Felici, presidente della Imm-CarraraFiere. «In questo momento non sono in grado di dire se è una legge perfetta o meno – dice – La Regione ha sancito un principio, adesso bisognerà vedere come il regolamento comunale lo recepirà». Felici colpisce il bersaglio, il nocciolo è proprio questo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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